Turchia minaccia di “aprire le porte” dell’Europa per i migranti

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 15:59 in Europa Immigrazione Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha riferito che Ankara potrebbe riaprire la rotta dei migranti verso l’Europa, se non riceve il sostegno economico promesso dall’Europa, per far fronte alla crisi migratoria. 

“O questo succede o altrimenti dovremo aprire le porte”, ha dichairato Erdogan in un discorso tenuto martedì 3 settembre.”O ci fornirete supporto o ci scuserete, ma non porteremo questo peso da soli. Non abbiamo ottenuto aiuti dalla comunità internazionale, in particolare dall’Unione Europea”, ha aggiunto. Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara ha accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di miliardi di euro di aiuti. Il governo turco afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso.

Nel suo discorso, Erdogan ha anche affermato che Ankara ha in programma di rimpatriare un milione di rifugiati siriani nel Nord-Est della Siria, dove la Turchia e gli Stati Uniti stanno cercando di formare una “zona sicura”. La Turchia, che ospita circa 3,6 milioni di rifugiati siriani, controlla parti della Siria settentrionale dove afferma che 350.000 siriani sono già tornati alle proprie case. “Stiamo dicendo che dovremmo formare una zona così sicura che noi turchi possiamo costruire delle città qui, al posto delle tendopoli. Portiamoli nelle zone sicure in Siria”, ha dichiarato Erdogan. “Con un supporto logistico possiamo andare a costruire alloggi in un raggio di 30 km nei territori della Siria settentrionale. In questo modo, possiamo fornire loro condizioni di vita umane”, ha aggiunto. “Il nostro obiettivo è che almeno un milione dei nostri fratelli siriani tornino in patria nella zona sicura che formeremo lungo il nostro confine di 450 km”, ha concluso poi Erdogan. L’accordo USA-Turchia per la zona sicura concordato il mese scorso ha lo scopo di gestire le tensioni tra la Turchia e le forze guidate dai curdi, appoggiate dagli Stati Uniti, al confine. I dettagli del piano non sono ancora chiari e non è ancora stata specificata la dimensione di tale area o da chi sarà gestita. 

Intanto, il numero di rifugiati in arrivo, nella vicina Grecia, è aumentato vertiginosamente nel mese di agosto, con 3.258 sbarchi. Secondo quanto reso noto dal ministro per le politiche migratorie del Paese, Giorgio Koumoutsakos, dal 7 luglio le isole dell’Egeo non hanno visto un solo giorno senza sbarchi. In particolare, “solo Lesbo, che era stato il principale punto di arrivo durante la crisi migratoria del 2015, ha visto, a partire dal 7 luglio, un incremento del 44% nel numero di sbarchi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Per quanto concerne le richieste d’asilo, Koumoutsakos ha informato che, solo nelle isole di Lesbo e di Samo, è stato inoltrato nel 2018 un numero di richieste d’asilo maggiore rispetto a quelle presentate rispettivamente in Austria e in FinlandiaE le previsioni per il 2019, visto l’aumento degli sbarchi, non possono che peggiorare, specie dato che “solo nella prima metà del 2019 sono state già inoltrate oltre 30.500 richieste d’asilo”. 

Secondo le stime ufficiali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), nel mese di agosto 2019, sono sbarcati in Europa circa 6.560 migranti, di cui 3.258 in Grecia, 1.643 in Spagna, 1.006 in Italia, circa 705 a Malta, mentre a Cipro non si è verificato alcuno sbarco. Dall’inizio dell’anno, invece, sono giunti in Europa via mare complessivamente oltre 45.500 stranieri. Il Paese che ha accolto il maggior numero di migranti, al momento, risulta essere la Grecia, seguita da Spagna, Italia, Malta e Cipro. Il numero dei morti in mare nei primi otto mesi del 2019, invece, ammonta a 909. Tuttavia, tali cifre costituiscono una diminuzione significativa in termini di sbarchi, rispetto alle cifre dello stesso periodo del 2018, quando arrivarono nei porti europei circa 68.029 stranieri.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.