Repubblica Ceca: ritirate le accuse di corruzione contro Babis, ma governo instabile

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 13:07 in Europa Repubblica Ceca

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Le autorità giudiziarie della Repubblica Ceca hanno sospeso le indagini penali contro il primo ministro, Andrej Babis, il quale, tuttavia, si ritrova un governo indebolito e un Paese in protesta per via delle accuse di corruzione.

È quanto riportato, mercoledì 4 settembre, da Al Jazeera English, il quale ha altresì aggiunto che sebbene il “populista miliardario spesso paragonato a Silvio Berlusconi e Donald Trump” non debba temere più di essere condannato a 10 anni di reclusione, la Repubblica Ceca continua a sostenere che Babis stia danneggiando i valori democratici del Paese.

Secondo quanto riportato ad Al Jazeera English, il ritiro delle accuse in merito alla sua corruzione non migliorerà la considerazione di Babis nel Paese. Tale visione è stata confermata dalla dichiarazione rilasciata da una delle ONG maggiormente attive nel Paese, la Milion Chvilek, “Milioni di Momenti per la Democrazia”, che negli ultimi mesi ha organizzato diverse manifestazioni contro il premier. Secondo quanto riferito dalla Milion Chvilek, “senza una chiara e credibile spiegazione di un tale cambiamento repentino di idea, la fiducia popolare nella giustizia è duramente messa alla prova”.

Gli stessi partiti di opposizione sostengono che la decisione della procura non avrà il potere di stabilizzare un Paese il cui sistema politico è severamente frammentato. Secondo quanto riportato dal leader del Partito dei Pirati, Ivan Bartos, “se Babis non fosse stato premier, sarebbe stato in carcere già da molto tempo”.

Il miliardario Andrej Babis era salito al potere il 6 dicembre 2017, dopo che il suo movimento politico, ANO, che in ceco significa “sì”, aveva vinto con ampio margine le elezioni parlamentari dell’ottobre 2017, avendo ricevuto il 30% dei consensi, circa il triplo del suo principale rivale, il partito conservatore ODS. In seguito alle elezioni, la CNN aveva rinominato il neoeletto premier “il Trump Ceco”, per via del suo potere economico e dei suoi “richiami populistici”. Al centro della campagna elettorale vi era stata una forte critica all’integrazione europea e all’adozione dell’euro, oltre che all’accoglienza dei migranti.

Poco dopo essere salito al potere, al premier era stata rimossa l’immunità parlamentare, nel gennaio 2018, consentendo così alle autorità giudiziarie di poter rivolgere la loro attenzione al primo ministro ceco, accusato di corruzione e di conflitto di interesse. Secondo l’accusa, Babis aveva occultato di essere il proprietario di un’azienda agricola, la Stork Nest, al fine di risultare idoneo all’ottenimento dei fondi europei per le piccole e medie imprese. Nello specifico, secondo l’accusa, dal momento che Babis non risultava il proprietario della Stork Nest, l’azienda agricola aveva potuto ricevere circa 2 milioni di euro dall’Europa. Parallelamente, Babis risultava indagato per conflitto di interessi, dal momento che è il fondatore dell’Agrofert, una holding sorta nel 1993 e operante nel settore agricolo, alimentare, chimico, energetico, logistico, delle comunicazioni e delle costruzioni. Poco prima di essere eletto, tuttavia, Babis aveva trasferito la proprietà dell’Agrofert in affido ai suoi familiari e avvocati, ma per l’accusa non è chiaro se il primo ministro benefici ancora dei profitti dell’Agrofert. Tali accuse saranno oggetto di un report che l’Unione Europea rilascerà nelle prossime settimane.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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