Perù: parlamento approva mozione per indagare sul Presidente

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 15:11 in America Latina Perù

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Congresso del Perù ha approvato una mozione per indagare sul presidente Martín Vizcarra per violazione della Costituzione, a seguito del suo annuncio del progetto di anticipare le elezioni generali, secondo quanto riferiscono diverse fonti stampa locali.

La richiesta, indicata dai media peruviani, è stata presentata alla commissione vigilanza del parlamento di Lima dalla deputata Janet Sánchez, del gruppo parlamentare Peruviani per il cambiamento, la formazione liberale di centro-destra dell’ex presidente Pedro Pablo Kuczynski, cui Vizcarra è succeduto nel marzo 2018 dopo il coinvolgimento di Kuczynski nello scandalo Odebrecht. 

Secondo l’onorevole Sánchez, il capo dello stato non avrebbe rispettato la discussione con il suo consiglio dei ministri nel messaggio alla nazione in cui aveva annunciato l’iniziativa di anticipare le elezioni. Secondo la Costituzione peruviana, il presidente ha il dovere di discutere i suoi messaggi alla nazione con tutti i suoi ministri prima di renderli pubblici.

Il deputato Segundo Tapia, presidente della Commissione di vigilanza, ha concesso un periodo di 90 giorni per le indagini sulla presunta violazione della Costituzione da parte del presidente.

Se l’indagine fosse approvata dalla commissione vigilanza, al termine dei 90 giorni concessi da Tapia, si dovrebbe tenere una discussione plenaria in Aula, e il presidente verrebbe convocato per rispondere alle domande dei deputati. Tuttavia, la legge peruviana non prevede che il Congresso abbia il potere di indagare sul Capo dello stato, quindi Vizcarra potrebbe rifiutarsi di andare in parlamento a rispondere alla convocazione.

Lo scorso luglio, il presidente ha annunciato la volontà di presentare un’iniziativa legislativa in parlamento per abbreviare i mandati del presidente, del governo e dei deputati di un anno anticipando la scadenza dei mandati a luglio 2020. Gli attuali mandati del presidente e del Congresso sono iniziati a luglio 2016 e dovrebbero concludersi a luglio 2021.

Il progetto dell’Esecutivo prevede che si tengano le elezioni anticipate nell’aprile 2020 e nel luglio di quell’anno nuovi rappresentanti assumano per un periodo regolare di 5 anni; questo per salvaguardare le istituzioni da quella che Vizcarra considera una relazione conflittuale ormai insostenibile tra il potere esecutivo e quello legislativo. Diverse riforme costituzionali volute da Vizcarra per combattere la corruzione e i legami opachi tra politica e magistratura sono state approvate per via referendaria con percentuali che vanno dall’86% al 90%, ma sono bloccate in parlamento ormai da quasi un anno. 

Il capo del governo, Salvador del Solar, ha dichiarato che il paese si trova in una situazione di “polarizzazione politica estrema” e che le elezioni anticipate aiuterebbero a stemperare il clima politico.

Il progetto del presidente prevede che anche l’accorciamento del mandato presidenziale e della legislatura, una volta approvato dal Congresso, venga ratificato dalla cittadinanza mediante referendum.

Secondo i sostenitori del capo dello stato, l’attuale indagine su Vizcarra sarebbe un’altra strategia nello scontro tra esecutivo e legislativo; ancora di più considerando che il presidente ha già presentato pubblicamente una relazione sul dibattito sul messaggio alla nazione in seno al consiglio dei ministri.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.