Paesi Bassi: il viaggio della Grecia alla ricerca dell’aiuto dell’Europa inizia dall’Aia

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 6:01 in Grecia Olanda

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Il premier greco, Kyriakos Mitsotakis, ha incontrato il suo omologo olandese, Mark Rutte, come prima tappa di un percorso che lo porterà ad incontrare i leader dei Paesi europei per “cambiare la narrazione delle relazioni della Grecia con l’Europa e ripristinare la credibilità del Paese”.

Secondo quanto riportato dal National Herald, nel corso del vertice con Rutte, avvenuto all’Aia, Mitsotakis ha trasmesso il messaggio di una Grecia che ha voltato pagina, ha lasciato la crisi dietro le spalle ed ha intrapreso il cammino verso la crescita. Da parte sua, il premier olandese ha reso noto che nel corso del vertice i due leader hanno avuto modo di discutere dei problemi che interessano la regione, come l’immigrazione, ma soprattutto di come “stimolare la crescita economica della Grecia”. A tale riguardo, Rutte ha mostrato il proprio interesse in merito alle potenzialità di cui Atene dispone nel settore energetico, soprattutto in riferimento alle energie rinnovabili e al gas naturale (LGN).

Da parte sua, il premier olandese ha dichiarato di poter mettere a disposizione “il proprio know-how tecnico, ad esempio nel settore agricolo”, ambito in cui i Paesi Bassi si sono detti pronti a “sostenere le riforme strutturali” della Grecia.

La disponibilità dei Paesi Bassi rappresenta un fattore di “interesse condiviso” da entrambi i Paesi. Da un lato, Rutte vede “un potenziale incredibile” per aumentare le esportazioni in Grecia e investire per ottenere ritorni. Dall’altro, Mitsotakis ha dichiarato di “voler aprire le porte agli investimenti esteri perché sono questi a consentire al Paese di aumentare i posti di lavoro e riportare indietro i talentuosi che oggi vivono all’estero, di cui molti nei Paesi Bassi”.

Sul tema immigrazione, il premier di Atene ha ribadito la propria richiesta avanzata all’UE in merito ad una più equa distribuzione dei migranti tra i Paesi membri dell’Unione, e allo stesso tempo ha dichiarato che “la Grecia rispetterà l’impegno preso nell’aumentare i rientri dei migranti verso la Turchia”, ma al tempo stesso “l’Europa deve proteggere i confini della Grecia perché questi rappresentano anche le frontiere d’Europa”.

Già il 12 agosto, il governo greco aveva richiesto un maggiore impegno dell’Unione Europea per un’equa distribuzione tra i vari Paesi del peso dell’immigrazione. In tale occasione, il ministro greco per la Protezione del cittadino, equivalente al nostro ministro dell’Interno, Giorgos Koumoutsakos, aveva dichiarato che “la Grecia, che funge anche da frontiera esterna dell’UE” aveva “esaurito le capacità per risolvere questo problema” e che per tale ragione auspicava “un’efficace cooperazione tra la Commissione europea e gli Stati membri”.

Tale visione è stata condivisa dal premier olandese, il quale aveva altresì sottolineato come i Paesi membri dell’Unione debbano fornire il loro sostegno a tutti gli Stati europei “in prima linea”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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