Libia: contrasti nel governo di Al-Sarraj mentre Haftar si prepara ad attaccare

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 16:11 in Africa Libia

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Il governo di Tripoli, guidato da Fayez Al-Sarraj, ha assistito, negli ultimi giorni, a contrasti con i propri alleati della Fratellanza Musulmana. Allo stesso tempo, fonti militari hanno rivelato che il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, ha intenzione di lanciare una nuova offensiva, volta a riprendere il controllo di Gharyan.

In particolare, i contrasti tra i Fratelli Musulmani e il primo ministro Al-Sarraj riguardano la gestione della battaglia condotta nella capitale Tripoli contro le forze di Haftar. Secondo quanto affermato, il premier tripolino si trova, al momento, “tra l’incudine dell’LNA e il martello della Fratellanza Musulmana”, che cerca di cacciarlo via dalla scena libica.

A tal proposito, i leader dei Fratelli musulmani in Libia e i loro media stanno conducendo una campagna di critiche senza precedenti contro Al-Sarraj, accusandolo di essere debole di fronte al generale Haftar. Nello specifico, è stato espresso uno stato di insoddisfazione circa l’operato del governo di Tripoli, sottolineandone i fallimenti sia sul piano politico sia militare e nella gestione delle crisi di Tripoli. Inoltre, il presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Khalid Al-Mishri, ha minacciato di formare un proprio governo o di ridurre i propri membri all’interno dell’esecutivo tripolino, dove la Fratellanza mantiene posizioni di rilievo.

L’Alto Consiglio di Stato è l’organismo consultivo che riunisce gran parte dei deputati eletti nel 2012, in occasione delle prime elezioni dopo la caduta dell’ex dittatore Muammar Gheddafi. Tale ente è stato ideato dopo che, con la formazione del nuovo parlamento nel 2014, insediatosi a Tobruk, questo entra in contrasto con quello vecchio di Tripoli, formato per la maggior parte da membri della Fratellanza Musulmana. Successivamente, con gli accordi di Skhirat del 2015, la vecchia camera assume il ruolo di Alto Consiglio di Stato. Quest’ultimo, diversamente dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk, riconosce il governo di Al-Sarraj ma, al contempo è considerato l’istituzione più rappresentativa dei Fratelli Musulmani.

Per Al-Mishri, il difetto nella gestione della battaglia militare a Tripoli è da ricercarsi nell’assenza di un ministro e di un sottosegretario del Ministero della Difesa, oltre all’assenza del capo del servizio di intelligence. Secondo una fonte di Tripoli, in condizioni di anonimato, i contrasti tra l’esecutivo di Tripoli e la Fratellanza Musulmana nascono da divergenze sulle modalità della lotta contro l’LNA e dalla paura che Al-Sarraj possa sedersi al tavolo dei negoziati con Haftar, aprendosi a concessioni. Ciò soprattutto alla luce delle pressioni a livello internazionale per il cessate il fuoco ed un ritorno al processo politico, appoggiato dal premier tripolino.

Secondo la stessa fonte, porre fine al conflitto e tornare ai negoziati politici sono opzioni respinte dai Fratelli Musulmani. Inoltre, la maggior parte delle forze leali ad Al-Sarraj, in realtà, sosterrebbero Misurata e la Fratellanza, entrambe determinate a contrastare Haftar, senza negoziare. Non da ultimo, la fonte ha rivelato che, dopo episodi di isolamento, l’Alto Consiglio di Stato mira a rovesciare il governo tripolino.

La capitale Tripoli sta vivendo, dal 28 agosto, una situazione di relativa calma, dopo che le forze di Al-Sarraj avevano affermato di aver compiuto notevoli progressi nel Sud-Est della città. Tuttavia, fonti militari hanno rivelato che Haftar ha intenzione di dirigersi nuovamente verso Gharyan, città situata a circa 90 km a Sud-Ovest di Tripoli, per prenderne il controllo, dopo la sconfitta del 27 giugno scorso. A tal proposito, è stato affermato che diversi gruppi militari dell’LNA si stanno concentrando nelle aree di Wadi Mursit e Al- Arban ed altri rinforzi si stanno dirigendo verso il Sud di Gharyan.

Inoltre, il portavoce del centro media dell’operazione “Vulcano di rabbia”, intrapresa il 7 aprile scorso dall’esercito di Tripoli per respingere Haftar, Mustafa Al-Mujai, ha affermato che le proprie forze stanno monitorando i movimenti degli avversari. Non da ultimo, il 4 settembre, alcuni gruppi di Al-Arban sono stati colpiti dalle forze aeree di Tripoli. È stato poi dichiarato che le forze di Haftar “non riusciranno a progredire né a cambiare lo stato della battaglia” e che l’esercito del governo di Tripoli si sta anch’esso preparando per un’operazione globale, anche nelle aree fuori la capitale.

Al-Mujai ha poi affermato che, a livello governativo, si sta cercando di formulare una visione nazionale comune, e sono in corso consultazioni tra tutte le fazioni libiche, anche quelle militari, per sviluppare una “soluzione politica globale”. Tuttavia, tali sforzi non porranno fine alla guerra, che rappresenta la volontà dei cittadini libici.

La situazione di grave instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Gli schieramenti che si oppongono sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

 

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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