La Russia condanna la creazione dell’autoproclamato governo Guaidó in Venezuela

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 6:20 in Russia Venezuela

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Il ministero degli Esteri russo ha condannato la formazione di un governo parallelo in Venezuela da parte dell’opposizione di Juan Guaidó.

“È un altro pericoloso tentativo di legittimare la dualità dei poteri”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zacharova durante una conferenza stampa nella giornata di ieri.

Il 28 agosto, Guaidó ha annunciato la creazione di un “centro governativo” da parte di Leopoldo López che opererà dalla residenza dell’ambasciatore spagnolo a Caracas.

Zacharova ha osservato che l’opposizione radicale venezuelana “cerca di creare una realtà pseudo-legale che aggrava la polarizzazione della società venezuelana e ritarda la ricerca di una soluzione pacifica di cui il Venezuela ha bisogno per uscire dalla crisi e tornare ad un percorso di sviluppo sostenibile”.

La portavoce del ministero russo ha inoltre collegato l’annuncio di Guaidó ai tentativi degli Stati Uniti di sviluppare una nuova strategia di fronte al “fallimento di tentativi violenti di rovesciare il legittimo governo del Venezuela”.

Guaidó ha nominato il vice in esilio in Colombia, Julio Borges, commissario presidenziale per gli affari esteri, Humberto Prado commissario per i diritti umani, Alejandro Plaz commissario per lo sviluppo economico e Javier Troconis per la gestione e il recupero delle risorse.

“Tutto ciò conferma che la Casa Bianca non è disposta a consentire ai venezuelani di concordare una soluzione politica alle loro discrepanze interne nel rigoroso rispetto della Costituzione”, ha aggiunto Zacharova.

In tale contesto, ha sottolineato che la Russia e altri paesi continueranno a ripudiare l’imposizione del controllo esterno sugli stati sovrani.

Inoltre, ha affermato, “continueremo a sollecitare il rigoroso rispetto delle norme e dei principi del diritto internazionale” nella risoluzione della questione venezuelana.

La crisi nel Paese caraibico va avanti da gennaio, quando Juan Guaidó è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale, controllata dall’opposizione. Il 23 gennaio, l’opposizione venezuelana ha tentato un colpo di stato e Guaidó si è autoproclamato presidente ad interim del Paese. Altri tentativi di golpe si sono susseguiti, ma senza successo. Questa azione è stata appoggiata da un totale di 54 paesi, in primis dagli Stati Uniti. Maduro, che rimane il legittimo presidente del Paese, è sostenuto invece da diversi paesi tra cui spiccano Russia, Cuba, Messico, Cina, Turchia, Bielorussia, Indonesia, Bolivia, Iran, Siria e Nicaragua.

 


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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