Kashmir: diplomatici di Arabia Saudita e Emirati in Pakistan

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 14:32 in Arabia Saudita Emirati Arabi Uniti Pakistan

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L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno inviato un team di diplomatici in Pakistan per supportare Islamabad nella gestione delle tensioni con l’India, riguardanti la disputa nella regione contesa del Kashmir.

Il sentimento anti-indiano è cresciuto in Pakistan da quando Nuova Delhi ha deciso di revocare l’autonomia della parte del Kashmir amministrata dall’India, il 5 agosto. Le autorità hanno imposto un coprifuoco militare, che è ancora in corso, e hanno isolato la regione imponendo un blocco di Internet e delle comunicazioni. I servizi di telefonia mobile devono ancora essere ripristinati. In tale contesto, i Paesi arabi del Golfo hanno mantenuto un profilo basso sulla questione. Il quotidiano The Diplomat suggerisce che dietro tale riservatezza si celi il fatto che l’India rappresenti un mercato da oltre 100 miliardi di dollari per i Paesi della Penisola Arabica.

Tuttavia, l’Arabia Saudita e il Pakistan hanno inviato il Ministro degli Esteri saudita, Adel bin Ahmed Al Jubeir, e il Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, a Islamabad. I due diplomatici sono arrivati in un solo aereo, un fatto decisamente raro, che che le autorità pakistane hanno definito uno simbolico gesto di unità. Pochi minuti prima che l’aereo dei diplomatici atterrasse, il portavoce dell’esercito pakistano, il maggiore Asif Ghafoor, ha dichiarato che i militari del Paese “combatteranno fino all’ultimo proiettile e all’ultimo soldato” se tutte le opzioni pacifiche non riusciranno a risolvere la questione del Kashmir. 

Dopo il loro arrivo, i due diplomatici hanno discusso con il Primo Ministro pakistano, Imran Khan, e il Ministro degli Esteri, Shah Mahmood Qureshi. Una dichiarazione rilasciata a seguito degli incontri affermava che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti “sarebbero rimasti impegnati ad aiutare il Pakistan ad affrontare le attuali sfide, a disinnescare le tensioni e a promuovere un ambiente di pace e sicurezza”. Qureshi aveva affermato, martedì 3 settembre, che la visita diplomatica è arrivata a seguito di una richiesta diretta da parte di Khan. I due rappresentanti del Golfo hanno anche incontrare il capo dell’esercito pakistano, il generale Qamar Javed Bajwa.

I contrasti tra India e Pakistan in relazione al Kashmir vanno avanti da decenni. Tale regione si trova al confine tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 aree, tutte oggetto di dispute territoriali e causa di rivalità. Ad incrementare ulteriormente le tensioni tra i due Stati asiatici, le accuse dell’India al Pakistan in merito al sostegno fornito ai militanti separatisti nel Kashmir, smentito da Islamabad. Le tensioni hanno raggiunto l’apice il 2 agosto, dopo che le forze di sicurezza indiane avevano rivelato di aver sventato un attentato in Kashmir, pianificato, a loro avviso, dai militanti supportati dal Pakistan. Da qui, la decisione di isolare alcune aree del Kashmir indiano e di arrestare alcuni politici locali.

La situazione è precipitata quando, il 5 agosto, il governo indiano ha abolito lo status speciale della contesa regione del Kashmir, per ragioni di sicurezza. A seguito della rimozione dell’autonomia il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste. Il 21 agosto, nel corso delle proteste, 2 persone, tra cui un ufficiale di polizia e un ribelle armato, sono rimaste uccise in uno scontro a fuoco tra esercito e manifestanti. Lunedì 2 settembre, il premier Khan ha rinnovato la sua richiesta di porre fine al coprifuoco in Kashmir. “C’è stato il coprifuoco per 27 giorni, hanno isolato 8 milioni di persone. Non ci sono medicine, cosa devono passare malati e bambini. Se hanno qualche tipo di compassione, possono farlo?”, ha aggiunto. Tuttavia, l’India respinge le critiche pakistane, definendo la situazione in Kashmir “una questione interna”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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