Giordania e Qatar: uno “straordinario” ripristino delle relazioni

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 13:03 in Giordania Qatar

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Le relazioni tra Qatar e Giordania hanno assistito, a partire dal 3 settembre, ad uno slancio senza precedenti, definito dagli ambasciatori di entrambi i Paesi “straordinario”.

Nella giornata del 3 settembre vi è stato il cosiddetto “scambio” di ambasciatori che ha visto l’ambasciatore qatariota, lo sceicco Saud bin Nasser bin Jassim Al Thani, recarsi ad Amman mentre Doha ha accolto l’ambasciatore giordano, nonché secondo rappresentante del Ministero degli Esteri, Zaid al-Lozi.

Tale riavvicinamento tra la Giordania ed il Qatar giunge dopo due anni dalla decisione di Amman di ridurre la propria presenza diplomatica a Doha, in seguito alla cosiddetta crisi del Golfo e al blocco imposto sul Qatar da parte di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrein ed Egitto. Dal 5 giugno 2017, tali Paesi hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatariota al-Jazeera.

Tuttavia, lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra i due Paesi non si è mai arrestato negli ultimi due anni, nonostante la riduzione della rappresentanza diplomatica della Giordania a Doha e la partenza dell’ambasciatore del Qatar da Amman, a seguito delle pressioni dei Paesi promotori del blocco.

Secondo quanto affermato dal presidente del comitato parlamentare di amicizia Giordania- Qatar, Abdullah Al-Akayleh, Amman è lieta del ritorno degli ambasciatori. Tale decisione è giunta dopo le richieste rivolte al sovrano giordano, Abdullah II, sia dai parlamentari sia dal popolo, che hanno evidenziato come il Qatar non li abbia mai delusi. Secondo Al-Akayleh, la storia delle relazioni tra le due parti è ammirevole e la cooperazione continua, soprattutto in situazioni di crisi. In particolare, Amman ha bisogno di Doha in questa fase economica critica e il Qatar “non limiterà il proprio sostegno perché non l’ha fatto in precedenza”. Inoltre, per Al-Akayleh, i due Paesi esprimono, al momento, l’apertura di una nuova pagina nelle relazioni commerciali, economiche e politiche.

Secondo il presidente della Camera di commercio giordana, Al-Nael Al-Kabariti, lo scambio di ambasciatori favorirà anche l’ambito economico e commerciale dei Paesi, offrendo altresì rassicurazioni agli investitori e operatori del settore. Già nell’ultimo anno, il Qatar ha investito circa 2 miliardi di dollari in Giordania e tale cifra potrà aumentare nel prossimo periodo. Non da ultimo, il 2 settembre è stata aperta, ad Amman, la sede della compagnia aerea qatariota, Qatar Airways.

La Giordania si era unita all’embargo dopo due giorni dall’annuncio dell’embargo da parte degli altri Paesi. Non si è trattato di una completa rottura tra i 2 Paesi, bensì di una riduzione da parte qatariota del proprio sostegno economico, pari a circa mezzo miliardo di dollari e 10.000 posti di lavoro per i giovani giordani. Sostegno attualmente ripristinato. Anche i legami commerciali e diplomatici tra Doha ed Amman non sono mai stati interrotti completamente. I prodotti giordani hanno continuato a circolare in Qatar, anche sulla base di accordi di cooperazione raggiunti dalle delegazioni commerciali di entrambe le parti.

Secondo analisti politici, la Giordania desidera ripristinare le relazioni con il Qatar per diversi motivi, tra cui la situazione economica difficile e la necessità del Regno hashemita di assistenza e investimenti finanziari. Tuttavia, a detta di alcuni, Amman non sta uscendo dal circolo delle precedenti alleanze, bensì si è semplicemente trasferita da un circolo volubile, fatto di insinuazioni, ad un circolo più attivo, in cui poter rispondere alle pressioni esercitate su di essa. A tal proposito, secondo quanto dichiarato in precedenza dal primo ministro di Amman, Mamdouh Al-Abadi, la Giordania desidera allontanarsi gradualmente dalle pressioni derivanti dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, per dirigersi verso una politica estera indipendente da qualsiasi alleanza ma al contempo moderata e neutrale.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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