Colombia: attacco dei narcos ai militari, 4 morti

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 6:30 in America Latina Colombia

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Una banda di narcotrafficanti ha ucciso quattro soldati dell’esercito in un’imboscata martedì 3 settembre e ha provocato il ferimento di due ufficiali. Le autorità colombiane ritengono responsabili dell’attacco i membri del più forte cartello di droga del paese, il Clan del Golfo. Quasi ogni atto di violenza in Colombia ruota, direttamente o indirettamente, attorno al traffico di droga, tuttavia, ci sono organizzazioni criminali in guerra aperta con lo Stato che non hanno mai preteso di avere un travestimento ideologico e che, dopo la smobilitazione delle FARC nel 2017, hanno difficoltà a controllare i territori precedentemente occupati dalla guerriglia, tra questi il principale è proprio il Clan del Golfo.

Secondo Bogotà le forze armate avevano ricevuto informazioni su “combattimenti tra il gruppo armato organizzato Clan del Golfo e Los Caparros”, un’altra mafia locale, a Caucasia, comune del dipartimento di Antioquia (nord-ovest). Pertanto, un distaccamento è stato inviato in una zona rurale conosciuta come El Toro “allo scopo di proteggere la popolazione civile” dal fuoco incrociato. Secondo quanto dichiara l’esercito in una nota, “nello sviluppo dell’operazione le truppe sono state attaccate da membri del clan del Golfo, che erano nel settore nel mezzo di una disputa sul controllo delle rotte del traffico di droga e dei corridoi di mobilità che consentono l’uscita dei narcotici attraversi il Pacifico colombiano”. Anche un membro del gruppo armato è morto nello scontro.

Il governo ha condannato l’attacco, la cui modalità è relativamente frequente negli scontri costanti tra membri della forza pubblica e organizzazioni criminali. Il Clan del Golfo ha cercato di negoziare con lo Stato e alla fine del 2017 ha persino dichiarato un cessate il fuoco unilaterale. Il governo di Juan Manuel Santos, tuttavia, ha rifiutato di iniziare i colloqui. Il Clan del Golfo è il cartello della droga più radicato nel territorio e un anno fa aveva circa 3.000 uomini armati che operano in 18 dei 32 dipartimenti del paese. Il suo leader, Dairo Antonio Úsuga, noto come Otoniel, è uno dei trafficanti di droga più ricercati dalle autorità locali e dall’amministrazione degli Stati Uniti. Era guerrigliero maoista dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) e paramilitare delle forze di autodifesa della Colombia (AUC) e ora controlla le principali rotte del traffico di droga nel paese, il principale produttore di foglie di coca nel mondo.

Secondo l’ultimo rapporto annuale del Sistema integrato di monitoraggio delle colture delle Nazioni Unite (Simci) , reso noto lo scorso agosto, il numero di ettari piantati è diminuito nel 2018 da 171.000 a 169.000. Cioè, la produzione è rimasta stagnante anche se ancora ai massimi livelli. Nella stessa zona in cui l’esercito ha subito l’imboscata, opera anche l’ultima guerriglia attiva in Colombia, l’Esercito di liberazione nazionale (ELN), che non ha cessato di effettuare attacchi e il cui sostentamento principale è il traffico di droga.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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