Cina-USA: i colloqui sulla guerra commerciale riprenderanno a ottobre

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 17:16 in Cina USA e Canada

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A partire da ottobre, la Cina e gli Stati Uniti riprenderanno i colloqui per risolvere la disputa commerciale in atto tra i due Paesi, secondo quanto dichiarato il 5 settembre dal Ministero del Commercio cinese. 

L’annuncio è arrivato a seguito di una chiamata tra il vice premier cinese, Liu He, e il rappresentante degli Stati Uniti per il commercio, Robert Lighthizer, e il segretario del Tesoro statunitense, Steven Mnuchin. Anche il governatore della banca centrale cinese, Yi Gang, era presente durante la conversazione. “Entrambe le parti hanno convenuto di dover lavorare insieme e intraprendere azioni pratiche per creare migliori condizioni per le consultazioni”, ha affermato il Ministero. I team commerciali dei due Paesi si confronteranno già a metà settembre, prima dei colloqui formali. Un portavoce dell’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti ha confermato che Lighthizer e Mnuchin hanno parlato con Liu e hanno riferito che i colloqui si terranno a Washington “nelle prossime settimane”.

Gli Stati Uniti hanno imposto l’ultimo round di dazi al 15 % su una serie di importazioni cinesi, domenica 1 settembre, mentre la Cina ha tassato ulteriormente il greggio statunitense. Inoltre, Washington prevede di aumentare l’aliquota tariffaria dal 25 al 30% su tutti i beni già tassati, per un valore di 250 miliardi di dollari, a partire dal 1 ° ottobre. Questo ha spinto la Cina a presentare un reclamo presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 3 settembre, ha avvertito che sarà ancora più duro con Pechino in caso venisse rieletto per un secondo mandato, aggravando i timori dei mercati internazionali. Di fronte a tali dichiarazioni, numerosi esperti hanno cominciato a temere che la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina possa innescare una recessione finanziaria globale. 

La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Vista l’esclusione dell’Europa, di Canada e Messico, dell’Australia, Corea del Sud, Argentina e Brasile da questa tassazione, la decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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