Africa: inizia il 28esimo World Economic Forum per promuovere integrazione e sviluppo

Pubblicato il 5 settembre 2019 alle 17:15 in Africa Sudafrica

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La riduzione dei conflitti in tutta l’Africa e lo sviluppo della sua economia sono al centro del Forum economico mondiale iniziato mercoledì 4 settembre a Città del Capo, in Sudafrica. I leader del settore economico, politico e civile si sono riuniti per la conferenza e stanno discutendo le strategie migliori per una maggiore integrazione e cooperazione in tutta l’Africa.

“Non in un solo Paese, ma in tutta la regione, dobbiamo parlare di integrazione in modo che la mentalità del “quello che dipende da me si ferma lì” venga rimossa. Dobbiamo allontanarci dal concetto passato di comunità separate”, ha affermato il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa. “Dobbiamo discutere del contratto sociale tra i leader politici di questo continente e i cittadini, perché abbiamo un contratto sociale che al momento non funziona ed è per questo che, invece di avere una conversazione, abbiamo conflitti e attriti. È tempo di cambiarlo”, ha detto, Obiageli Ezekwesili, fondatore della campagna Bring Back Our Girls, contro i rapimenti dell’organizzazione terroristica di Boko Haram in Nigeria.

La 28esima edizione del World Economic Forum si svolge in un contesto in cui il Sudafrica sta affrontando un’ondata di attacchi xenofobi che si verificano nel Paese da circa una settimana. Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Malawi e Nigeria hanno deciso di ritirarsi dal Forum per protestare contro gli scontri, che hanno causato la morte di almeno 10 persone.

Le violenze in Sudafrica contro i cittadini stranieri e le loro imprese vanno avanti ormai da circa una settimana. Non è ancora chiaro cosa abbia acceso le proteste, rivolte soprattutto contro le attività gestite da migranti africani di altri Paesi, ma la disoccupazione in Sudafrica è a livelli elevati e molti percepiscono una grave frustrazione a causa delle ridotte opportunità economiche. Sembra quindi che le aggressioni abbiano carattere xenofobo, anche se la polizia sudafricana ha più volte sottolineato che si tratterebbe di semplici criminali che nascono le loro azioni violente e ingiustificate dietro motivi di carattere xenofobo. “Sono soltanto criminali che tentano di rubare e guadagnare vantaggi da questa situazione di instabilità”, ha dichiarato il portavoce della polizia, Lungelo Dlamini, specificando che la vera ragione degli attacchi non è ancora del tutto chiara alle forze dell’ordine. In Sudafrica, la polizia ha compiuto finora circa 300 arresti.

Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha condannato le violenze che si stanno spargendo nel Paese e le ha definite “inaccettabili”. In un video postato sul suo personale account Twitter, Ramaphosa ha sottolineato l’importanza di riportare al più presto la pace e la sicurezza nel Paese. “Condanno nei termini più assoluti tutti gli atti di violenza ingiustificata che si stanno diffondendo in diverse province del nostro Paese. Oggi convocherò i ministri del gruppo di sicurezza per assicurarmi che questi episodi vengano tenuti sott’occhio e siano subito arrestati”, ha affermato il presidente sulla sua pagina social. “Nessun sudafricano può essere in alcun modo giustificato nell’attaccare persone provenienti da altri Paesi”, ha aggiunto. In primo luogo, le forze di sicurezza saranno impegnate a riportare l’ordine nelle province di Kwa Zulu Natal e Guateng, dove si trovano Pretoria e Johannesburg.

Mercoledì 4 settembre, alcuni manifestanti nigeriani sono scesi in strada, nella città di Lagos, per protestare contro le aggressioni commesse nei confronti dei propri “fratelli e sorelle in Sudafrica”. I nigeriani hanno preso d’assalto il supermercato della compagnia Shoprite, principale rivenditore sudafricano di generi alimentari, lanciando pietre contro la proprietà e gli edifici vicini. I vertici di Shoprite e di MTN, operatore di telecomunicazioni sudafricano, hanno fatto sapere che chiuderanno temporaneamente, fino a nuovo avviso, tutti i negozi e i centri di assistenza presenti in Nigeria.

Il Sudafrica è una destinazione particolarmente ambita per i migranti economici che arrivano da diverse parti del continente. Molti si muovono soprattutto dal Lesotho, dal Mozambico e dallo Zimbabwe in cerca di lavoro e condizioni di vita migliori. Le proteste di Johannesburg sono iniziate domenica 1 settembre quando un vecchio palazzo nel distretto centrale della città è stato dato alle fiamme ed è crollato, provocando la morte di almeno 3 persone. La rivolta si è poi estesa nei sobborghi orientali ed è arrivata fino alla capitale amministrativa del Paese, Pretoria. Qui i giornalisti hanno riportato diversi incendi contro i negozi di Marabastad, il distretto degli affari popolato da numerosi migranti economici. La scorsa settimana Pretoria è stata interessata anche da diversi scontri tra manifestanti e polizia, dopo che molti negozi erano stati dati alle fiamme e saccheggiati. Negli ultimi anni, gli attacchi contro compagnie di proprietà straniera sono aumentati insieme al vertiginoso incremento della disoccupazione, attualmente al 29%. Nel 2008, circa 60 persone erano state uccise in seguito ad aggressioni di tipo xenofobo e nel 2015, le proteste si erano ripetute con altre 7 persone rimaste vittime.

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Chiara Gentili

di Redazione

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