Sudafrica: 5 persone uccise nell’ondata di violenza xenofoba, aumentano gli arresti

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 13:08 in Africa Sudafrica

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La polizia sudafricana ha riferito che 5 persone sono state uccise nel corso delle proteste razziste che hanno scosso il Paese a partire dalla scorsa settimana. Inoltre, gli arresti dei manifestanti sono aumentati, con 189 persone catturate martedì 3 settembre, nella città di Alexandra, dalle forze dell’ordine.

Gli attacchi contro i negozi di proprietà straniera e gli incendi dolosi appiccati in varie parti del Paese avevano cominciato a preoccupare l’opinione pubblica e i media locali già da qualche giorno, ma la situazione è diventata allarmante lunedì 2 settembre, quando centinaia di persone hanno marciato per le strade di Johannesburg chiedendo agli stranieri di abbandonare le loro attività e lasciare la nazione. “I manifestanti hanno colpito tutte le imprese che ritenevano a conduzione straniera”, ha riferito l’agenzia di stampa locale, News 24. La polizia, per sedare le proteste, ha cominciato a sparare proiettili di gomma mentre la folla continuava a lanciare pietre e a dare fuoco alle macchine parcheggiate lungo le strade.

“Hanno bruciato tutto”, ha riferito all’agenzia di stampa Agence France Press un commerciante del Bangladesh residente in Sudafrica. “Non ho più soldi. Se il governo sudafricano si offrisse di pagare il mio biglietto aereo, ritornerei subito in Bangladesh”, ha continuato l’uomo, affermando che il suo negozio veniva ripetutamente attaccato ogni 3 o 6 mesi.

La polizia, dal canto suo, continua a ritenere che i motivi degli scontri non siano esattamente di tipo xenofobo. “Sono soltanto criminali che tentano di rubare e guadagnare vantaggi da questa situazione di instabilità”, ha dichiarato il portavoce della polizia, Lungelo Dlamini, specificando che il vero motivo degli attacchi non è ancora del tutto chiaro alle forze dell’ordine.

Il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa, ha condannato le violenze che si stanno spargendo nel Paese e le ha definite “inaccettabili”. In un video postato sul suo personale account Twitter, Ramaphosa ha sottolineato l’importanza di riportare al più presto la pace e la sicurezza nel Paese. “Condanno nei termini più assoluti tutti gli atti di violenza ingiustificata che si stanno diffondendo in diverse province del nostro Paese. Oggi convocherò i ministri del gruppo di sicurezza per assicurarmi che questi episodi vengano tenuti sott’occhio e siano subito arrestati”, ha affermato il presidente sulla sua pagina social. “Nessun sudafricano può essere in alcun modo giustificato nell’attaccare persone provenienti da altri Paesi”, ha aggiunto. In primo luogo, le forze di sicurezza saranno impegnate a riportare l’ordine nelle province di Kwa Zulu Natal e Guateng, dove si trovano Pretoria e Johannesburg.

La Nigeria, l’Etiopia, lo Zimbabwe e la comunità somala in Sudafrica si sono unite in una condanna congiunta nei confronti di tutti gli episodi di violenza che si stanno verificando nella nazione. Anche la Commissione dell’Unione Africana, rappresentata dal presidente Moussa Faki Mahamat, si è aggiunta al coro delle voci indignate e ha espresso tutto il suo sostegno alle misure del governo sudafricano volte a riportare l’ordine e la stabilità.

Con una dichiarazione rilasciata nella giornata di lunedì 2 settembre, la Commissione Sudafricana per i Diritti Umani ha detto di essere “profondamente preoccupata per la violenza, i saccheggi, gli incendi dolosi e gli atti di vandalismo che si stanno ripercuotendo sulla città di Johannesburg”. Nel frattempo, il ministro degli Esteri della Nigeria, Geoffrey Onyeama, ha reagito in maniera inflessibile contro le proteste e ha dichiarato: “Stiamo ricevendo disgustose e deprimenti notizie di continui incendi e saccheggi di negozi nigeriani in Sudafrica da parte di criminali insensati e stiamo assistendo a un’inefficace protezione della polizia”. “Ne abbiamo abbastanza, prenderemo misure definitive”, ha chiarito con un post su Twitter. Nel 2015, la Nigeria aveva richiamato in patria il suo ambasciatore in Sudafrica in seguito a una serie di attacchi contro cittadini nigeriani residenti nel Paese.

Il Sudafrica è una destinazione particolarmente ambita per i migranti economici che arrivano da diverse parti del continente. Molti si muovono soprattutto dal Lesotho, dal Mozambico e dallo Zimbabwe in cerca di lavoro e condizioni di vita migliori. Le proteste di Johannesburg sono iniziate domenica 1 settembre quando un vecchio palazzo nel distretto centrale della città è stato dato alle fiamme ed è crollato, provocando la morte di almeno 3 persone. La rivolta si è poi estesa nei sobborghi orientali ed è arrivata fino alla capitale amministrativa del Paese, Pretoria. Qui i giornalisti hanno riportato diversi incendi contro i negozi di Marabastad, il distretto degli affari popolato da numerosi migranti economici. La scorsa settimana Pretoria è stata interessata anche da diversi scontri tra manifestanti e polizia, dopo che molti negozi erano stati dati alle fiamme e saccheggiati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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