Stati Uniti: Pence continua il viaggio in Europa per discutere di Brexit, Russia e Cina

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 19:18 in Europa Irlanda USA e Canada

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Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, si è recato a Reykjavik, in Islanda, per discutere delle minacce poste dalla Cina e dalla Russia nel Circolo Polare Artico. Il giorno precedente, Pence aveva incontrato il premier irlandese, Leo Varadkar, per discutere del sostegno degli Stati Uniti all’approccio inglese alla Brexit.

Continua il viaggio in Europa del vicepresidente americano, interamente dedicato a rafforzare i legami con gli alleati degli Stati Uniti e a metterli in guardia dalle minacce in materia di sicurezza provenienti da Cina e Russia.

Dopo essersi recato in Polonia, l’1 settembre, per partecipare alle celebrazioni dell’80esimo anniversario dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, Pence si è spostato in Irlanda, dove il 3 settembre ha incontrato il Taoiseach, ovvero il Primo Ministro, Lao Varadkar.

Nel corso della sua visita in Irlanda, il vicepresidente degli Stati Uniti ha avuto modo di esprimere la posizione degli Stati Uniti riguardo la Brexit, esortando la controparte irlandese e l’Unione Europea ad essere collaborativi con il premier inglese, Boris Johnson, per “proteggere la sovranità del Regno Unito” e prevenire una situazione di caos “scongiurando la distruzione del commercio”. A tale riguardo, Pence ha reso noto che “gli Stati Uniti cercheranno di rendersi utili per quanto possibile”, come già dimostrato dal fatto che “quando la Brexit sarà completata, gli Stati Uniti avranno un nuovo accordo di libero scambio con il Regno Unito”. In tema di accordi commerciali, nel corso dell’incontro Pence ha altresì avuto modo di chiedere a Varadkar la sua collaborazione per promuovere un nuovo accordo tra Stati Uniti ed Europa. Il Taoiseach, da parte sua, ha spiegato come il tentennamento dell’Irlanda derivi dal fatto che “la Brexit rischia di essere profondamente distruttiva soprattutto per la popolazione dell’Irlanda del Nord”, la maggior parte della quale ha votato per rimanere nell’Unione. Ciò fa sì che possano sorgere tensioni al confine con l’Irlanda e per tale ragione Dublino “deve mantenere la sua posizione sull’accordo di recesso”.  

Il giorno successivo, Pence si è recato in Islanda, dove ha incontrato, mercoledì 4 settembre, il presidente, Guðni Thorlacius Jóhannesson. Il vertice islandese è stato interamente incentrato sull’importanza strategica della presenza dell’Islanda nell’Artico, sull’impegno della NATO nel contrasto all’influenza di Mosca nella regione e sulle opportunità di espansione commerciale. Nel corso del vertice, Pence ha colto l’occasione per ricordare come l’Islanda sia stata tra i membri fondatori della NATO e che per tale ragione, Reykjavik ha un “legame indissolubile con gli Stati Uniti”. Per quanto concerne il Circolo Polare Artico, il vicepresidente americano ha dichiarato che “Paesi come la Russia e la Cina risultano sempre più attivi” nella regione. Per tale ragione, ha sottolineato Pence, “l’alleanza tra Islanda e Stati Uniti nella NATO e la cooperazione avviata con Reykjavik per proteggere gli interessi di entrambi i Paesi nella regione è assolutamente essenziale”. Da parte sua, il presidente Johannesson ha dichiarato che Stati Uniti e Islanda “che condividono le sfide nell’Artico, devono cercare di evitare ad ogni costo che si inneschi una competizione tra Stati per il Circolo Polare Artico”.

Prima di recarsi in Irlanda e Islanda, il vicepresidente degli Stati Uniti aveva avuto modo di incontrare a Varsavia il presidente polacco, Andrzej Duda, e il capo di Stato ucraino, Volodymyr Zelenskiy, in occasione della celebrazione dell’80esimo anniversario dallo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Per quanto concerne l’incontro con il leader della Polonia, Pence aveva rassicurato la Polonia in merito all’impegno di Washington nel contrasto alle minacce poste dalla Russia, verso la quale “gli alleati dovrebbero rimanere vigili”. In particolare, il vicepresidente aveva annunciato che Varsavia doveva concentrarsi sull’interferenza dei russi nel processo elettorale e sul raggiungimento dell’indipendenza energetica da Mosca. Parallelamente, nel corso del vertice, Pence e Duda avevano siglato un accordo finalizzato a rendere immuni dallo spionaggio le reti mobili. Tale accordo rientra nel tentativo degli americani di impedire che i loro alleati concludano partnership con l’azienda delle telecomunicazioni cinese, la Huawei Technologies Co Ltd, principale fornitore di rete 5G al mondo, accusata di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti.

Con il leader ucraino, invece, Pence aveva riassicurato Kiev in merito al sostegno degli Stati Uniti alle pretese dell’Ucraina sulla Crimea, annessa dalla Russia nel 2014. Solo 4 giorni prima, il 28 agosto, il consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti, John Bolton, aveva incontrato Zelenskiy. Durante il vertice, Bolton aveva spiegato al Capo di Stato ucraino le accuse degli Stati Uniti nei confronti della Cina, la quale ha di recente avanzato una proposta per l’acquisto di un colosso ucraino dell’industria aerospaziale. In particolare, Bolton aveva rivelato di “aver indicato a Zelensky le preoccupazioni americane in merito alle scorrette pratiche in ambito commerciale adottate dalla Cina e in merito alle minacce alla sicurezza nazionale rilevate negli Stati Uniti”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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