Stati Uniti: “Il dialogo tra Serbia e Kosovo è prioritario”

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 17:03 in Kosovo Serbia USA e Canada

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Il nuovo Rappresentante speciale degli Stati Uniti per i Balcani Occidentali, Matthew Palmer, ha dichiarato che verrà data priorità alla riapertura del dialogo tra Serbia e Kosovo.

Nel corso dell’annuncio, rilasciato martedì 3 settembre alla platea del Forum Strategico di Bled, in Slovenia, Palmer ha reso noto che “gli Stati Uniti avranno un ruolo cruciale nell’aiutare entrambe le parti a normalizzare le loro relazioni” e ad entrare nell’Unione Europea.

Perché questo accada, però, il nuovo Rappresentante americano ha dichiarato di aspettarsi un segnale di apertura da parte del governo kosovaro, il quale dovrà “sospendere tutte le sanzioni che ha imposto sulla Serbia lo scorso anno” a causa delle accuse rivolte a Belgrado in merito al suo ostruzionismo in merito all’ingresso del Kosovo nell’Interpol.

Parallelamente, secondo quanto dichiarato da Palmer, la Serbia dovrà sospendere i suoi tentativi di convincere i Paesi che hanno riconosciuto formalmente il Kosovo a fare un passo indietro. Tale strategia, ha affermato Palmer, “è controproducente” e non è a favore della “pace, della stabilità e della sicurezza della regione”.

Da parte sua, il premier della Serbia, Aleksandar Vucic, ha dichiarato di ritenere che le due parti potranno tornare al tavolo delle negoziazioni “non prima dell’inizio del mese di dicembre”, data la prossimità delle elezioni a Pristina.

La partecipazione al Forum Strategico di Bled in Slovenia è stato il primo impegno di Palmer dal momento della sua nomina, ufficializzata dal Dipartimento di Stato americano venerdì 30 agosto. Tale nomina aveva evidenziato il ritorno dell’attenzione degli Stati Uniti sulla regione dei Balcani, caratterizzata da profonda instabilità sin dalla dissoluzione della Iugoslavia. Nello specifico, l’ufficio del portavoce del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva reso noto in occasione della nomina che il nuovo ruolo di Palmer avrebbe consentito agli Stati Uniti di disporre di qualcuno in grado di guidare gli Stati Uniti nelle loro azioni diplomatiche “a supporto della pace, della stabilità e della prosperità nella regione”. Parallelamente, la creazione di tale ruolo consentirà a Washington di rivolgere la propria attenzione anche all’integrazione dei Paesi dei Balcani nelle principali istituzioni dell’Occidente.

La nomina di Palmer giunge in un momento delicato per la Serbia e per il Kosovo, entrambi vicine alle elezioni. Il Kosovo andrà ad elezioni il 6 ottobre, dopo che il premier, Haradinaj, si è dimesso nel mese di luglio, mentre la Serbia nella prossima primavera. Tale fattore è considerato propizio dagli Stati Uniti, che vedono una possibilità che tra le due elezioni si riapra il dialogo. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno reso noto di essere dalla parte della Serbia, quanto da quella del Kosovo, in quanto Washington, che intende fare da mediatore, vuole “aiutare entrambe le parti a raggiungere e identificare i punti di incontro, così come le differenze, al fine di raggiungere un accordo che possa essere il migliore possibile per il futuro di entrambi”.

La ripresa del dialogo tra Kosovo e Serbia era stata esortata già il 13 agosto, quando Stati Uniti, Francia, Germania, Italia e Regno Unito avevano rilasciato una dichiarazione congiunta in cui invitavano i due Paesi a riavviare il processo di dialogo “con urgenza” dal momento che lo status quo “non è sostenibile”. In particolare, i 5 Paesi avevano dichiarato che “dopo anni di stagnazione, è giunto il momento di porre fine ai conflitti degli anni Novanta e di assicurare un futuro certo e prosperoso ai cittadini del Kosovo e della Serbia”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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