Siria: attacco contro una base russa a Latakia

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 11:34 in Medio Oriente Siria

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Il regime siriano ha reso noto che le proprie forze hanno respinto un attacco, condotto tramite droni, contro una base aerea russa di Khmeimim, situata nell’area rurale di Latakia, nel Nord-Ovest della Siria.

L’attacco è stato condotto nella sera del 3 settembre. Le forze antiaeree sono riuscite a respingere i droni, ma non è stato specificato se questi sono stati abbattuti o meno. Secondo quanto riferito, i responsabili sono i “terroristi” presenti nell’area, con riferimento alle forze di opposizione che ancora occupano alcune zone della provincia di Idlib e dei governatorati di Hama, Aleppo e Latakia. Anche in precedenza, le forze russe hanno più volte dichiarato di aver contrastato, e sventato, attacchi contro tale base aerea, condotti sia con droni sia con missili.

Quest’ultima notizia giunge dopo che il regime siriano e la Russia si erano impegnate, unilateralmente, a rispettare una tregua, in seguito ai progressi compiuti dalle proprie forze nelle regioni di Idlib e Hama. Tuttavia, alcuni attivisti affermano che aver contrastato l’attacco potrebbe essere un pretesto per riprendere una violenta offensiva. Le operazioni condotte dal regime siriano e dalla Russia nelle ultime settimane hanno già consentito loro di prendere il controllo di alcune aree strategiche.

A tal proposito, nonostante l’accordo del cessate il fuoco, che ha avuto inizio il 31 agosto, le forze del regime siriano e le fazioni dei ribelli hanno condotto una serie di attacchi missilistici nell’area rurale di Idlib, il 2 settembre, prendendo di mira le zone di Al-Tamanah, Hesh, Hass, Kafr Janneh, Ma’aret Hurmah, nel distretto di Maarrat al-Nu’man, nell’area meridionale rurale di Idlib. La tregua avrebbe dovuto interessare proprio la regione Nord-occidentale di Idlib, ovvero una zona con postazioni strategiche, in cui l’esercito siro-russo sta cercando di riguadagnare terreno attraverso operazioni via terra.

Sebbene nei primi tre mesi, dalla fine di aprile, i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio campo di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Uno degli scontri più violenti delle ultime settimane si è verificato il 25 agosto, a Khan Shaykhun, situata nel Sud di Idlib, tra le forze del regime siriano e quelle dei ribelli. Il bilancio delle vittime, per entrambe le fazioni, è stato di almeno 60 morti, tra cui civili. Dal 21 agosto, l’esercito del regime siriano, sostenuto da aerei da guerra e milizie russe, ha preso il controllo di tale città e ha invaso l’area rurale a Sud.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

Come affermato dal portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, il 28 agosto scorso, dall’inizio dell’operazione militare intrapresa a fine aprile 2019, dalle forze del regime siriano con il sostegno russo, oltre 550 civili sono stati uccisi. Inoltre, più di 400.000 persone sono state sfollate dalle aree colpite dall’escalation militare, sebbene un gran numero di persone vivesse fuori dai campi.

 

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione