L’Iran libera altri 7 membri dell’equipaggio di Stena Impero

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 16:11 in Iran UK

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Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato, mercoledì 4 settembre, che 7 dei 22 membri dell’equipaggio della petroliera britannica “Stena Impero”, detenuta dall’Iran, sono stati rilasciati per “motivi umanitari”.

La petroliera era stata confiscata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione di Teheran, nella giornata di venerdì 19 luglio, su richiesta delle autorità marittime nazionali. Il motivo della confisca sarebbe stata la mancata aderenza alle leggi marittime internazionali. La Stena Impero si stava dirigendo verso un porto dell’Arabia Saudita, quando ha improvvisamente cambiato rotta, subito dopo aver superato lo Stretto di Hormuz.

A dare la notizia del rilascio è stato il portavoce degli Esteri, Abbas Mousavi, il quale ha affermato che l’Iran non ha alcun problema con l’equipaggio e con il capitano, fermati dopo che la nave era stata intercettata per aver violato le leggi. La liberazione, a detta di Mousavi, è stata decisa per motivi “umanitari” e non ha alcuna relazione con il rilascio della petroliera iraniana ex Grace-1. Inoltre, secondo quanto dichiarato, i 7 membri, che sono già scesi dall’imbarcazione, lasceranno presto l’Iran, in linea con le “politiche umanitarie” di Teheran. Si tratta di 5 indiani, un lettone ed un russo. I restanti 16 membri dell’equipaggio, 13 indiani, 2 russi e un filippino, rimarranno, invece, a bordo della Stena Impero.

Nella giornata del 4 settembre è giunta altresì la notizia della detenzione, da parte delle Guardie della Rivoluzione iraniane, di 7 pescherecci con a bordo 24 stranieri. In questo caso la motivazione è da ricercarsi nel mancato rispetto della distanza consentita per la pesca e di una “violazione legale” legata alla caccia degli animali acquatici. Il carico delle imbarcazioni comprende circa 22 tonnellate di diverse specie animali marine.

Il 27 luglio scorso, altri 9 membri dello stesso equipaggio della Stena Impero, di provenienza indiana, erano stati rilasciati. La confisca da parte iraniana era giunta in risposta alla detenzione della petroliera ex Grace 1, al momento col nome di Adrian Darya, bloccata il 4 luglio e rilasciata ufficialmente il 19 agosto, dopo diverse vicende, tra cui un fermo statunitense. In tal caso, l’accusa era quella di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea. È del 2 settembre la notizia della sospensione del proprio sistema di localizzazione. Ciò induce a sospettare che la petroliera iraniana potrebbe dirigersi nuovamente verso la Siria.

Stena Impero e la ex Grace 1 sono divenute motivo di pressione e tensione nelle ultime settimane, inasprendo maggiormente la crisi tra Iran e Occidente, e il loro destino è collegato ai contrasti diplomatici con le principali potenze dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. L’area al centro di tali tensioni è il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz.

Tra le ultime mosse, Washington ha promosso la creazione di una “missione navale” nel Golfo, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dell’area e soprattutto dello Stretto di Hormuz. Per gli USA, tale coalizione rappresenterà altresì un modo per affrontare la minaccia iraniana in un’area strategica. Sia il Regno Unito sia Israele hanno reso noto la loro partecipazione. A tal proposito, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha, invece, sottolineato che qualsiasi presenza navale e ingerenza estera nel Golfo, di Paesi al di fuori della regione, rappresenta una “fonte di insicurezza” per l’Iran e che, pertanto, Teheran agirà di conseguenza per preservare la propria stabilità.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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