Libia: l’esercito di Haftar vuole sconfiggere Turchia e Qatar

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 9:13 in Libia Qatar Turchia

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L’Esercito Nazionale Libico (LNA) con a capo il generale Khalifa Haftar ha nuovamente ribadito la propria intenzione di sconfiggere il Qatar e la Turchia, in quanto, a suo avviso, sono promotori del terrorismo in Libia.

Tale dichiarazione giunge dopo che, nella sera di lunedì 2 settembre, le forze aeree di Haftar hanno abbattuto un drone di provenienza turca, mentre si stava dirigendo verso i raggruppamenti delle unità di terra situate a Wadi Al-Rabie, nel Sud della capitale Tripoli. Inoltre, è stato specificato che tale drone era partito dalla base di Mitiga, l’ala militare dell’aeroporto internazionale. Quest’ultimo, dopo essere stato bombardato, non è più in funzione.

Anche in precedenza, l’LNA aveva affermato di aver intercettato un drone, nel Sud di Tripoli, lanciato dalle forze turche, attive a fianco dell’esercito del governo di Tripoli, guidato dal premier, Fayez Al-Serraj. In una dichiarazione, le forze di Haftar hanno accusato il Qatar e la Turchia di aver continuato a prestare sostegno alle milizie dei Fratelli Musulmani, considerati estremisti, tra cui vi sono altresì trafficanti di esseri umani e carburante.

Tale comportamento rappresenta, a detta dell’LNA, un mancato rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza. Pertanto, come riportato dal centro media militare dell’Esercito Nazionale Libico, non vi sarà posto per il Qatar e la Turchia in Libia, e verranno contrastati fino a quando si continuerà a minare la sicurezza e la stabilità della Libia.

L’ultimo attacco all’aeroporto di Mitiga risale alla notte tra il 31 agosto ed il 1° settembre. La Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha reso noto che 4 proiettili hanno colpito aree dell’aeroporto riservate all’uso dei civili, tra cui un’uscita di emergenza, causando danni a un aereo che trasportava decine di pellegrini e ferendo due membri dell’equipaggio di cabina. Al 4 settembre, l’aeroporto non è ancora operativo, e tutti i voli sono stati dirottati verso Misurata, nell’Ovest della Libia.

Circa tale attacco, l’LNA ha accusato la fazione opposta, ovvero il governo di Tripoli, di essere il responsabile. In particolare, a detta di Haftar, l’obiettivo delle forze di Al-Serraj era provare a contrabbandare prigionieri estremisti, in una prigione situata nei pressi della base aerea di Mitiga.

Anche nella notte tra il 17 e il 18 agosto, la base aerea di Misurata era stata colpita da 13 raid aerei. Misurata riveste un’importanza strategica e militare ed è di supporto alle forze dell’esercito del governo tripolino. Da tale luogo, le forze di Tripoli lanciano aerei da guerra e droni, ed è qui che ricevono armi e munizioni dall’estero.

Già prima dell’attacco del 17 agosto, si prevedeva che la postazione potesse divenire una probabile base permanente per la Turchia, sostenitrice del governo tripolino. In tale occasione, Haftar aveva dichiarato che avrebbe ostacolato qualsiasi tentativo di stabilire basi straniere in Libia, volte a sostenere e finanziare il terrorismo all’interno del Paese. Pertanto, fino a quando la città continuerà a ricevere sostegno militare turco, attacchi dell’LNA sono da ritenersi legittimi.

Le tensioni tra Libia e Turchia erano già aumentate il 23 giugno, quando il ministero degli Esteri di Ankara aveva accusato le milizie di Haftar di aver sequestrato 6 cittadini turchi. In tale occasione, Ankara aveva avvertito che l’LNA sarebbe diventato un “obiettivo legittimo” se queste persone non fossero state rilasciate immediatamente. Da parte sua, l’esercito di Tobruk aveva riferito di aver arrestato solamente 2 turchi nella città petrolifera Nord-orientale di Ajdabiya.

In Libia, Ankara sostiene il governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli e ha fornito droni e veicoli alle forze alleate ad Al-Serraj.  Tali armamenti sono stati utilizzati per respingere la campagna di Haftar, lanciata dal generale contro Tripoli, il 4 aprile scorso, e ancora in corso.

La situazione di grave instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Gli schieramenti che si oppongono sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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