Italia-India: collaborazioni nel campo dell’energia rinnovabile

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 14:50 in India Italia

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L’Italia si è aggiudicata un contratto per la fornitura di energia in India, che verrà siglato da Enel Green Power attraverso la sua controllata indiana per le rinnovabili, Egp India, secondo quanto riferito dal sito ufficiale del Ministero degli Esteri italiano

Il contratto ha un a durata di 25 anni e l’energia andrà ad alimentare un parco eolico da 190 MW. Il parco eolico dovrebbe entrare in funzione nel secondo semestre del 2021. La capacità è stata assegnata nell’ambito dell’ottava tranche da 1,8 GW della gara eolica nazionale indetta dalla  società governativa Solar Energy Corporation of India (“SECI”). “Grazie a questa significativa gara continua a crescere la nostra presenza in India,” ha dichiarato Antonio Cammisecra, responsabile di Enel Green Power. “L’India è  già diventata un gigante mondiale nel campo dell’energia rinnovabile grazie al suo sistema di assegnazione tramite gara  altamente competitivo e sofisticato. Stiamo contribuendo a  questo vivace mercato rinnovabile attraverso il nostro  patrimonio di competenze tecnologiche e il nostro approccio  orientato alla sostenibilità. Questo successo nel nostro secondo  bando di gara in India è una forte dimostrazione del nostro  impegno, capacità e competitività nel mercato indiano delle  energie rinnovabili”.  

L’India rappresenta un mercato dalle significative potenzialità, a livello globale per l’Italia, secondo la Farnesina. Alla vigilia delle elezioni nazionali del 2019, il Governo guidato dal Primo Ministro Modi ha messo in campo importanti riforme e programmi di sviluppo economico volti a modernizzare il Paese e a favorire una crescente attrazione degli investimenti esteri. Tra queste, la riforma più importante è stata quella fiscale: dal 1 luglio 2017, l’introduzione della Goods and Service Tax (GST), ha unificato il mercato indiano dei beni e servizi sotto un’unica imposta indiretta. A sostegno del “Make in India”, il programma per la trasformazione dell’India in un hub manufatturiero mondiale, è stata presentata la nuova Foreign Trade Policy, volta ad aumentare la quota mondiale di esportazioni dal 2% al 3,5% entro il 2020 per un valore di 900 miliardi di dollari.

Tra i settori strategici per l’internazionalizzazione delle imprese italiane ci sono le infrastrutture, la meccanica, le energie rinnovabili, il comparto automobilistico, il settore delle tecnologie agroalimentari e dell’ICT. Tra il 1991 al 2011, l’interscambio Italia-India è cresciuto di 12 volte, passando dal 708 milioni di euro a 8,5 miliardi. A partire dal 2012 e’ iniziato un trend decrescente, che ha portato il commercio bilaterale a 7,2 miliardi di euro nel 2014. Il biennio 2016-2017 ha poi visto un nuovo incremento dell’interscambio, che nel 2017 si e’ attestato a 8,7 miliardi. L’Italia è il quinto partner commerciale dell’India tra i Paesi UE, dopo Germania, Belgio Regno Unito e Francia. Nel 2017, l’export italiano verso l’India si e’ attestato ai 3,576 miliardi, mentre l’import dall’India ha raggiunto i 5,147 miliardi.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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