Immigrazione: Turchia smentisce le accuse dell’UE, intanto in Grecia scontri tra migranti a Lesbo

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 19:55 in Grecia Immigrazione Turchia

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Il ministro dell’Interno turco, Suyleyman Soylu, ha smentito le recenti accuse dell’Unione Europea in merito alla responsabilità di Ankara dell’aumento degli sbarchi in Grecia dei migranti partiti dalla Turchia. Nel frattempo, a Lesbo, aumentano le tensioni nel centro di accoglienza di Moria.

È quanto riportato, mercoledì 4 settembre, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì reso noto che nel corso di una conferenza stampa tenuta al termine di un vertice bilaterale tra Ankara e il vertice dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, il ministro dell’Interno turco ha fornito le proprie stime del fenomeno migratorio che colpisce la Grecia e che ha fatto scaturire le accuse contro Ankara. Secondo i dati presentati da Soylu, nei primi 8 mesi del 2018 i migranti che hanno raggiunto la Grecia sono stati 30.842, mentre nello stesso periodo dell’anno corrente sono stati 29.025, il che significa che vi è stato una diminuzione del 6%”.

In virtù di tali cifre, ha dichiarato Soylu, “Ankara ha appreso con rammarico le ultime dichiarazioni rilasciate dall’Unione Europea che, se si concentrasse sulla Turchia tanto quanto sulla Grecia, risolverebbe meglio i suoi problemi”.  

Nel frattempo, il sovraffollato centro di accoglienza di Moria, sull’isola di Lesbo, dove si trova la maggior parte dei migranti che sbarca dalla Turchia, è stato colpito, nella giornata di mercoledì 4 settembre, da violenti scontri tra migranti. Secondo quanto riportato da Ekathimerini, ad aver fatto scoppiare una rissa è stata la protesta di un minore non accompagnato in soggiorno temporaneo presso il centro di accoglienza.

Il tutto accadeva mentre i sindaci delle isole dell’Egeo incontravano le autorità elleniche e diversi rappresentanti dell’Unione Europea al fine di lavorare insieme ad un piano di azione condiviso sull’immigrazione in grado di fronteggiare il recente picco di sbarchi sulle coste elleniche.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dall’1 gennaio al 28 agosto 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 59.152, di cui 46.471 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, sono giunti 27.514 migranti in Grecia, 18.396 in Spagna, 5.114 a Cipro, 4.847 in Italia e 2.245 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 29%.   

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, nel Paese sono arrivati via mare complessivamente 23.098 migranti. Paragonando i dati allo stesso periodo dello scorso anno, in Grecia sono arrivati 4.330 migranti in più. Per quanto concerne gli arrivi via terra, nello stesso lasso di tempo sono arrivati in Grecia 4.416 migranti. Stando all’ultima rilevazione effettuata nel mese di maggio 2019 dalle autorità di Atene, i migranti che giungono in Grecia sono principalmente provenienti dall’Afghanistan, dalla Siria, dai territori palestinesi, dall’Iraq e dalla Repubblica Democratica del Congo.

I migranti che nelle ultime settimane hanno raggiunto le coste elleniche sono per la maggior parte partiti dalla Turchia, prima di sbarcare presso le isole del Mar Egeo, principalmente a Lesbo, dove si trova il centro di accoglienza più grande di Europa, Moria. Lo scorso 29 agosto, in occasione di un arrivo di massa di circa 650 migranti presso le coste dell’isola ellenica, il portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Boris Cheshirkov, aveva reso noto che il centro di accoglienza di Moria ospitava in quel momento circa 10.000 migranti, ovvero il quadruplo della sua capienza. Tale situazione, aveva reso noto il portavoce ONU, “è causa di preoccupazione”, soprattutto alla luce di quanto accaduto la settimana precedente, quando nel corso di un contrasto tra connazionali, un migrante minorenne aveva perso la vita a causa di una coltellata. Per fronteggiare tale situazione, il governo atenese ha deciso di procedere con il dislocamento dei migranti, i quali verranno trasferiti da Lesbo al centro di accoglienza di Nea Kavala, nel Nord della Grecia, che dovrebbe ricevere circa 1.000 dei 1.400 migranti che il governo ellenico intende dislocare.

Nel frattempo, alcuni attivisti hanno innalzato le proprie preoccupazioni in merito al possibile sovraffollamento del campo di Nea Kavala che, stando a quanto riportato dai media locali, sebbene sia stato costruito con una capienza di circa 800 persone, attualmente ospita oltre 1.000 migranti. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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