Grecia, immigrazione: oltre 200 migranti in meno di 24 ore, intanto continuano i trasferimenti

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 6:44 in Grecia Immigrazione

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La Guardia costiera della Grecia ha salvato 131 migranti a largo delle coste di Chio e Samo, nell’Egeo orientale. Poche ore prima, a Lesbo, erano sbarcati altri 125 migranti. Nel frattempo, il governo di Atene continua con la sua azione di ricollocamento dei migranti che si trovano nel centro di accoglienza di Moria, sull’isola di Lesbo.

Continuano ad aumentare i migranti che raggiungono le isole dell’Egeo. Secondo quanto reso noto dalle autorità locali, la Guardia costiera ellenica ha salvato, nelle prime ore di martedì 3 settembre, 47 migranti, successivamente sbarcati nel porto di Vathi, a bordo di un gommone a Nord-Ovest dell’isola di Samo, nell’Egeo orientale. Poco dopo, nei dintorni dell’isola di Chio, poco distante da Samo, l’autorità costiera ha salvato altri 27 migranti a bordo di una imbarcazione, mentre altri 7 sono stati individuati nei pressi del porto principale dell’isola.

Solo poche ore prima, a Lesbo, nella notte di lunedì 2 settembre, erano giunti altri 125 migranti, i quali avevano dichiarato di essere partiti dalla Turchia. I 125 migranti sono in seguito stati trasferiti nel centro di accoglienza dell’isola, situato a Moria, dove, per fronteggiare l’emergenza di sovraffollamento denunciata nei giorni precedenti, il governo di Atene ha avviato una serie di trasferimenti di migranti, al fine di dislocare parte di questi nell’entroterra.

Stando a quanto reso noto dalle autorità, il piano prevede il ricollocamento di 1.400 persone, le quali dovranno lasciare il centro di accoglienza di Moria per dirigersi verso l’area settentrionale della Grecia, dove verranno accolti in strutture specializzate.

Il primo traghetto utilizzato dal governo per procedere con il trasferimento dei migranti era partito lunedì 2 settembre. L’imbarcazione trasportava, secondo quanto reso noto, circa 635 persone, principalmente di nazionalità afghana. Le operazioni di sbarco erano avvenute presso il porto di Salonicco, nell’arco della serata della stessa giornata, da dove i migranti erano poi ripartiti per essere trasferiti nel centro di accoglienza di Nea Kavala, nel Nord della Grecia, che dovrebbe ricevere circa 1.000 dei 1.400 migranti che il governo ellenico intende dislocare.

Il secondo traghetto, l’Aqua Blue, è stato inviato a Lesbo dal governo di Atene nella mattina del 3 settembre. L’imbarcazione è in seguito ripartita nell’arco della stessa giornata, per dirigersi a Salonicco, dove sono sbarcati 379 migranti, in seguito trasferiti anch’essi nel centro di accoglienza di Nea Kavala.

Nel frattempo, alcuni attivisti hanno innalzato le proprie preoccupazioni in merito al possibile sovraffollamento del campo di Nea Kavala che, stando a quanto riportato dai media locali, sebbene sia stato costruito con una capienza di circa 800 persone, attualmente ospita un numero superiore a 1.000 migranti. Da parte sua, il governo atenese ha risposto a tali preoccupazioni, rendendo noto che le problematiche verranno “immediatamente” affrontate dalle autorità.

Il dislocamento dei migranti è una delle misure annunciate dal governo di Atene per fronteggiare l’aumento degli sbarchi delle ultime settimane. Stando a quanto riportato, il trasferimento dei migranti ha inizialmente riguardato l’isola di Lesbo, per via delle condizioni di sovraffollamento e del peggioramento del livello di sicurezza, ma nelle prossime settimane verrà esteso anche alle isole di Samo e Chio. In particolare, il sovraffollamento del centro di accoglienza di Moria, sull’isola di Lesbo, era già stato evidenziato lo scorso 29 agosto, quando, in occasione di un arrivo di massa di circa 650 migranti presso le coste dell’isola ellenica, il portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Boris Cheshirkov, aveva reso noto che il centro di accoglienza più grande di Europa ospitava in quel momento circa 10.000 migranti, ovvero il quadruplo della sua capienza. Tale situazione, aveva reso noto il portavoce ONU, “è causa di preoccupazione”, soprattutto alla luce di quanto accaduto la settimana precedente, quando nel corso di un contrasto tra connazionali, un migrante minorenne aveva perso la vita a causa di una coltellata. 

Oltre al trasferimento dei migranti, il governo ha deciso di incrementare i pattugliamenti alla frontiera, insieme al già avviato snellimento delle procedure per l’approvazione delle richieste d’asilo. Parallelamente, il governo velocizzerà i rimpatri dei migranti.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dall’1 gennaio al 28 agosto 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 59.152, di cui 46.471 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, sono giunti 27.514 migranti in Grecia, 18.396 in Spagna, 5.114 a Cipro, 4.847 in Italia e 2.245 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 29%.   

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, nel Paese sono arrivati via mare complessivamente 23.098 migranti. Paragonando i dati allo stesso periodo dello scorso anno, in Grecia sono arrivati 4.330 migranti in più. Per quanto concerne gli arrivi via terra, nello stesso lasso di tempo sono arrivati in Grecia 4.416 migranti. Stando all’ultima rilevazione effettuata nel mese di maggio 2019 dalle autorità di Atene, i migranti che giungono in Grecia sono principalmente provenienti dall’Afghanistan, dalla Siria, dai territori palestinesi, dall’Iraq e dalla Repubblica Democratica del Congo.    

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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