Forze speciali afghane lanciano un’operazione di sgombero contro i talebani

Pubblicato il 4 settembre 2019 alle 12:46 in Afghanistan Asia

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Le  forze speciali afghane hanno lanciato una serie di operazioni di sgombero nella città di Pul-e-Khumri, nel centro della provincia di Baghlan, la sera del 3 settembre. L’area si trova sotto l’attacco dei talebani da 4 giorni. 

Alcuni funzionari locali hanno affermato che le unità delle forze speciali sono supportate dall’Aeronautica afghana. Le fonti hanno aggiunto che “non ci sono progressi significativi da segnalare” nelle operazioni poiché le strade che collegano la città sono chiuse e non si hanno notizie dell’andamento della contro offensiva governativa. Alcuni residenti di Baghlan hanno preso le armi per sostenere le forze armate nella lotta contro i militanti islamisti, secondo quanto riferito dalla stampa locale. Il 3 settembre i talebani hanno dato fuoco a 4 posti di blocco di sicurezza in città, prima dell’arrivo delle forze speciali. Inoltre, centinaia di passeggeri sono rimasti bloccati sui due lati della città che collegano Kabul con Baghlan e Baghlan con le province di Balkh e Kunduz, nell’Afghanistan settentrionale e nord-orientale. L’autostrada principale che collega Kabul con le province settentrionali e passa attraverso Pul-e-Khumri è chiusa al traffico a causa degli scontri avvenuti negli ultimi giorni.

I talebani hanno attaccato la città di Pul-e-Khumri, nella provincia settentrionale di Baghlan, domenica 1 settembre. Dopo l’assalto gli scontri, nella periferia della città, sono continuati per tutta la giornata. L’attacco è iniziato all’una del mattino, ora locale. Un reporter di TOLO News, presente in loco, ha dichiarato che “alcune persone vicine ai combattimenti stanno lasciando le proprie case e c’è molto traffico in queste aree”. L’attacco è iniziato nei quartieri di Band-e-Do e Dewar-e-Madan, che sono vicini al centro della città. Questo episodio  arriva il giorno dopo un’altra offensiva talebana che aveva causato la morte di 25 persone tra civili e forze di sicurezza, la mattina del 31 agosto a Kunduz, nel Nord-Est del Paese. Anche in questo caso, i talebani avevano lanciato l’attacco alle prime ore dell’alba, nel tentativo di conquistare la città, in posizione strategica. L’offensiva ha costretto le truppe governative a chiedere rapidamente rinforzi per evitare che i ribelli prendessero il controllo della città, e a invocare l’intervento in loco del generale Scott Miller, importante comandante statunitense e NATO operante nel Paese.

Intanto, gli osservatori internazionali sperano che la tragica situazione relativa alla sicurezza nel Paese possa migliorare nell’immediato futuro. Il rappresentante speciale USA in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, ha comunicato, il 3 settembre, che gli Stati Uniti e i talebani hanno concordato le linee di principio per un’intesa tra le parti. Le due fazioni si sono confrontate in 9 round di colloqui, negli ultimi dieci mesi. Tuttavia, nessun accordo sarà definitivo finchè il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non avrà supervisionato l’intesa. Khalilzad, da parte sua, ha dichiarato che, come prima mossa, gli USA ritireranno 5.000 truppe da 5 basi militari in Afghanistan, entro 135 giorni dalla definitiva sottoscrizione del patto. Da parte loro, i talebani metteranno fine alle violenze e rispetteranno il coprifuoco. “Sì, abbiamo raggiunto un accordo in linea di principio”, ha dichiarato Khalilzad a TOLO News. “Certo, non è definitivo fino a quando il presidente degli Stati Uniti non sarà d’accordo. Quindi, al momento, siamo a questo punto”, ha aggiunto l’inviato speciale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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