Yemen: abbattuto un drone Houthi diretto verso l’Arabia Saudita

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 9:02 in Arabia Saudita Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il portavoce della coalizione a guida saudita attiva in Yemen, il colonnello Turki Al-Maliki, ha reso noto che, nella mattina di martedì 3 settembre, le proprie forze sono state in grado di intercettare e abbattere un drone di provenienza Houthi.

Tale drone, a detta del colonnello, è partito da ‘Amran, nel Nord-Ovest dello Yemen, ed era diretto verso l’Arabia Saudita. Come affermato anche in passato, Al-Maliki ha ribadito che tutti i tentativi di attacco tramite droni, delle milizie “terroristiche” dei ribelli sciiti, appoggiati dall’Iran, sono destinati a fallire. Inoltre, è stato sottolineato che la coalizione sta prendendo tutte le procedure operative e valutando i mezzi migliori per far fronte a tali droni e proteggere, al contempo, soggetti ed oggetti civili.

A ciò si aggiunge un ulteriore attacco, nella stessa giornata, ovvero il 3 settembre, contro l’aeroporto internazionale di Najran, situato nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita. Si è trattato del lancio di un missile balistico di tipo Badr 1, diretto verso obiettivi militari. 

Per il colonnello Al-Maliki, i ripetuti attacchi da parte dei ribelli sciiti indicano che gli Houthi sono vittima di perdite significative in termini di elementi delle proprie milizie e attrezzattura militare. Tuttavia, l’obiettivo della coalizione resta quello di neutralizzare i propri avversari, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e le norme consuetudinarie.

Uno degli ultimi droni lanciati da parte Houthi nelle ultime settimane risale al 26 agosto scorso. Anche in questo caso, l’obiettivo era il Regno saudita. Successivamente, il 28 agosto, i ribelli sciiti hanno condotto intensi bombardamenti  contro i quartieri residenziali ed i complessi commerciali della città di Hodeidah, nell’Ovest dello Yemen, violando la tregua della Nazioni Unite. Lo scenario della lotta tra la coalizione e gli Houthi comprende altresì il bombardamento, relativo alla sera del 31 agosto, contro una prigione situata a Dhamar, nell’Ovest dello Yemen, ad opera della coalizione a guida saudita. Secondo gli ultimi dati, il bilancio è di almeno 100 vittime.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Di fronte ad una crescente tensione iniziata da mesi, il 20 luglio scorso, la coalizione ha avviato un’operazione militare volta a colpire postazioni dei ribelli sciiti Houthi nella capitale yemenita.

Secondo un report dell’Armed Conflict Location and Events Dataset, di giugno 2019, dal 2015 ad oggi sono state 91.600 le vittime del conflitto, tra cui circa 11.700 civili, causate da più di 39.700 scontri armati. Finora, il 2018 è l’anno che ha registrato il maggior numero di vittime. La coalizione a guida saudita risulta essere la maggiore responsabile, con il 67% del totale delle vittime civili.

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.