Ungheria: cittadino siriano condannato per terrorismo, era combattente ISIS

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 13:23 in Europa Ungheria

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Un cittadino siriano di 27 anni è stato condannato dalla giustizia ungherese per terrorismo e per aver commesso crimini contro l’umanità.

È quanto reso noto, martedì 3 settembre, da Reuters, che ha altresì riportato che i crimini individuati dalla corte fanno riferimento al 2015, anno in cui l’imputato, Farhoud Hassan, si trovava in Siria per combattere nei ranghi dell’ISIS. Nello specifico, stando a quanto ricostruito dalle autorità giudiziarie, Hassan, nel corso della sua attività tra i combattenti dello Stato Islamico, nella regione occidentale di Homs, è stato responsabile di numerose decapitazioni e uccisioni di coloro che si rifiutavano di affiliarsi al Califfato. In virtù di tali capi d’imputazione, l’accusa ha proposto per Hassan una condanna all’ergastolo. Da parte sua, il legale difensore dell’imputato si è al momento astenuto dal rilasciare commenti.

Secondo quanto dichiarato dai pubblici ministeri, le indagini hanno dimostrato che nel corso della sua permanenza in Siria, Hassan aveva stilato una “lista nera” di persone che non si rispecchiavano nei valori dello Stato Islamico. Parallelamente, con l’aiuto di un complice, di cui non è stata al momento rivelata l’identità, Hassan è ritenuto colpevole di aver decapitato un imam, oltre che di aver ucciso almeno 25 persone, incluse donne e bambini, con la collaborazione di altri combattenti. Infine, secondo i capi d’accusa, l’imputato “ha partecipato all’esecuzione di almeno 2 persone e ha sparato personalmente contro un civile, uccidendolo”.

Hassan era stato fermato lo scorso dicembre presso l’aeroporto centrale di Budapest, il Budapest Ferenc Liszt International Airport, in possesso di documenti contraffatti. All’epoca del fermo, era già in corso un’indagine che aveva coinvolto anche Malta, il Belgio e la Grecia, sotto l’egida dell’Eurojust, Agenzia dell’Unione Europea finalizzata ad assicurare la cooperazione e il coordinamento nell’ambito di indagini e inchieste penali riguardanti almeno due Stati membri. Hassan era poi stato posto in custodia detentiva lo scorso marzo nonostante l’imputato aveva ripetutamente negato i capi d’accusa.

Secondo quanto ricostruito da Ekathimerini in seguito all’arresto, i servizi segreti greci, la Ethnikí Ypiresía Pliroforión (EYP), erano stati i primi a mettere in guardia le controparti internazionali in merito alla presenza di Hassan in Europa. Stando a quanto rivelato dall’EYP, il terrorista era sbarcato nel febbraio 2016 in Grecia, dove aveva inoltrato la sua richiesta d’asilo, approvata da Atene nell’ottobre dell’anno seguente. Tuttavia, in base alle informazioni in possesso dell’EYP, fino ad agosto 2018 non vi erano prove dell’effettiva partecipazione di Hassan ad attività terroristiche.

L’Ungheria è membro della NATO dal 1999 e dell’Unione Europea dal 2004. Secondo il Global Terrorism Index del 2018, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, l’Ungheria ha registrato un indice poco superiore lo 0, rientrando tra gli Stati caratterizzati dalla minima influenza di tale fenomeno. Per quanto riguarda il contrasto all’estremismo violento, l’Ungheria ha nel 2007 adottato l’Atto sulla prevenzione e il contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento al terrorismo, mentre nel 2012 ha emendato il suo Codice penale, dove all’interno del Capitolo XXX dedica un’intera sezione al terrorismo. Nel 2010, inoltre, il Ministero dell’Interno ungherese si è dotato di un’Unità Antiterrorismo, la Terrorelhárítási Központ, TEK. I compiti principali svolti dalla TEK sono sei. Il primo fa riferimento alla prevenzione degli attacchi terroristici su suolo ungherese. In secondo luogo, la TEK è incaricata di occuparsi del rilascio degli ostaggi di nazionalità ungherese all’interno e all’esterno dei propri confini. Il terzo obiettivo dell’Unità fa invece riferimento al contrasto ai crimini a mano armata, quali rapine o sparatorie. Spetta inoltre alla TEK la cattura e l’arresto di criminali o sospetti tali e il contrasto alle organizzazioni criminali. Infine, alla TEK il compito di proteggere il governo ungherese, inclusi i politici, i funzionari diplomatici e i cittadini ungheresi ovunque essi si trovino.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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