Nigeria: ONU condanna le violenze e invita a ristabilire la giustizia

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 15:11 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulle uccisioni extragiudiziali, Agnes Callamard, ha condannato la crescente violenza in Nigeria e la grave “mancanza di responsabilità” per gli autori dei crimini. Intervenendo alla conferenza stampa di lunedì 2 settembre ad Abuja, la Callamard ha affermato che il Paese ha bisogno di azioni urgenti che mettano fine all’attuale stato di insicurezza e garantiscano la protezione dei cittadini. La Nigeria è costretta ad affrontare sfide sempre più gravi, dagli attacchi del gruppo islamista di Boko Haram alla lotta tra pastori nomadi e agricoltori delle regioni centrali.

“La situazione generale che ho riscontrato in Nigeria suscita estrema preoccupazione. I segnali di allarme lampeggiano senza sosta: aumento nel numero di attacchi e uccisioni sempre più frequenti negli ultimi 5 anni, senza miglioramenti evidenti”, ha detto la Callamard in conferenza stampa. “Se ignorato, l’effetto a catena si diffonderà in tutta la regione, dato l’importante ruolo del Paese nel continente africano”, ha aggiunto. La donna ha altresì condannato le repressioni poliziesche e la brutalità dell’esercito nel controllare i territori e ha poi evidenziato l’esistenza di un “generalizzato sistema di impunità”. “È il momento di rendere prioritario lo Stato di diritto e farlo diventare una realtà certa in Nigeria, specialmente per coloro che vivono in situazioni di estrema povertà”, ha sottolineato la rappresentante dell’ONU.

Agnes Callamard si trova in Nigeria dal 16 agosto per indagare sullo stato della violenza nel Paese. La donna ha anche valutato le misure intraprese dal governo per contrastare i rapimenti e le uccisioni. Un analista di SBM Intelligence, Cheta Nwanze, ha riferito al quotidiano Al Jazeera: “In più di un decennio di vita di Boko Haram, non ricordo che nessuno dei suoi finanziatori sia mai stato processato. Non abbiamo mai avuto neanche una singola condanna di alto livello per i membri dell’organizzazione”.  

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 30.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Negli Stati centrali della Nigeria, gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi sul controllo delle terre arabili ha provocato l’uccisione di migliaia di individui e lo sfollamento di altre decine di migliaia. “La Nigeria è una pentola a pressione per i conflitti interni. L’assenza di responsabilità è così alta che fingere che non ci sia una crisi è un grave errore”, ha detto la Callamard, che ha poi aggiunto: “Il numero crescente di persone che vivono nella povertà estrema, il cambiamento climatico, la desertificazione, la proliferazione di armi stanno rinforzando un sistema localizzato di violenza”. “Spero che il governo ascolti il mio appello e faccia in modo che le decisioni giudiziarie vengano rispettate e applicate”, ha concluso l’inviata dell’ONU.

L’attuale presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha vinto le elezioni del 27 febbraio 2019 aggiudicandosi un secondo mandato per i prossimi 4 anni e promettendo di dare incentivi alla crescita economica del Paese, rafforzare la sicurezza e lottare contro la corruzione. Buhari era stato nominato presidente la prima volta alle elezioni del 29 maggio 2015, promettendo di porre come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Tuttavia, durante i suoi mandati, il presidente fatica a realizzare i suoi obiettivi. Nonostante il capo di Stato abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica di Boko Haram, gli attacchi continuano ad essere frequenti e ad alto tasso di mortalità. Il 28 luglio, almeno 65 persone sono morte a causa di un attentato perpetrato da alcuni militanti di Boko Haram contro un gruppo di nigeriani di ritorno da un funerale, nello Stato nordorientale del Borno.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.