Grecia, immigrazione: sit-in dei migranti blocca autostrada, intanto Atene annuncia misure restrittive

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 15:36 in Grecia Immigrazione

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Circa 200 migranti hanno avviato un sit-in di protesta irrompendo su un tratto dell’autostrada che collega la capitale, Atene, alla città di Lamia, nella Grecia centrale, bloccando il traffico per ore.

È quanto avvenuto, martedì 3 settembre, sull’autostrada E75, tra la città di Avlona e Malakasa, a Nord-Est dalla capitale, nei pressi del centro di accoglienza che ospita i 200 migranti coinvolti nelle proteste. Secondo quanto reso noto, poche ore prima di irrompere sull’autostrada, i manifestanti avevano fallito nel tentativo di bloccare una stazione ferroviaria della zona. Il motivo della protesta non è stato finora reso noto, ma secondo quanto ipotizzato dai media locali, i migranti manifestavano per poter salire gratuitamente a bordo di un treno, come avvenuto lo scorso 30 agosto nel corso di un’ulteriore protesta organizzata dai migranti del centro di accoglienza di Malakasa.

Nel frattempo, il governo di Atene ha annunciato di volere adottare misure restrittive in materia di immigrazione, al fine di fronteggiare l’aumento degli sbarchi delle ultime settimane e la situazione di sovraffollamento e pericolo in cui si trovano i centri di accoglienza.

Nello specifico, il governo ha deciso di incrementare i pattugliamenti alla frontiera, insieme al già avviato trasferimento dei richiedenti asilo dai centri di accoglienza delle isole dell’Egeo alle strutture messe a disposizione nell’entroterra. Parallelamente, il governo della Grecia velocizzerà i rimpatri dei migranti.

Le misure, annunciate lunedì 2 settembre, sono state adottate a seguito di una riunione di emergenza del Consiglio per gli Affari Esteri e la Difesa, avvenuta lo scorso sabato, dopo che giovedì 29 agosto erano giunti a Lesbo oltre 600 migranti nel giro di poche ore.

Per quanto concerne i pattugliamenti alla frontiera, il governo di Atene ha reso noto che questi verranno incrementati grazie alla collaborazione con l’agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, Frontex, e la NATO. Alle autorità greche spetterà inoltre il compito di identificare i richiedenti asilo la cui richiesta è stata già rigettata dalle istituzioni elleniche, ma che ciò nonostante si trovano tuttora nel Paese.

Tali misure erano state preannunciate dal premier di Atene, Kyriakos Mitsotakis, il quale aveva reso noto, il 22 agosto, che il governo “avrebbe adottato alcune modifiche relativamente alle politiche sull’immigrazione, specie in materia di asilo, semplificando il procedimento amministrativo e velocizzando il processo decisionale relativo al riconoscimento dello status”. 

A tale riguardo, il ministro per le Politiche sull’Immigrazione, Giorgos Koumoutsakos, ha dichiarato, in seguito alla riunione di emergenza del Consiglio per gli Affari Esteri e la Difesa, che il processo per la concessione dello status di rifugiato in Grecia “era il più lungo, il più dispendioso in termini di tempo e il più inefficiente d’Europa”, prima della decisione di velocizzare l’iter di approvazione delle richieste di asilo. In merito a tali richieste, Koumoutsakos aveva reso noto in precedenza che solo nelle isole di Lesbo e di Samo è stato inoltrato nel 2018 un numero di domande d’asilo “maggiore rispetto a quelle presentate rispettivamente in Austria e in Finlandia”. E le previsioni per il 2019, visto l’aumento degli sbarchi, non possono che peggiorare, specie dato che “solo nella prima metà del 2019 sono state già inoltrate oltre 30.500 richieste d’asilo”. 

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), dall’1 gennaio al 28 agosto 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 59.152, di cui 46.471 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 909. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, sono giunti 27.514 migranti in Grecia, 18.396 in Spagna, 5.114 a Cipro, 4.847 in Italia e 2.245 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 29%.   

In particolare, per quanto concerne la Grecia, secondo i dati dell’IOM e delle autorità nazionali di Atene, dall’1 gennaio al 28 agosto 2019, nel Paese sono arrivati via mare complessivamente 23.098 migranti. Paragonando i dati allo stesso periodo dello scorso anno, in Grecia sono arrivati 4.330 migranti in più. Per quanto concerne gli arrivi via terra, nello stesso lasso di tempo sono arrivati in Grecia 4.416 migranti. Stando all’ultima rilevazione effettuata nel mese di maggio 2019 dalle autorità di Atene, i migranti che giungono in Grecia sono principalmente provenienti dall’Afghanistan, dalla Siria, dai territori palestinesi, dall’Iraq e dalla Repubblica Democratica del Congo.    

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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