Caos in Sudafrica: proteste contro gli immigrati e scontri con la polizia

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 12:03 in Africa Sudafrica

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In Sudafrica la polizia ha arrestato circa 70 persone a Johannesburg, durante una serie di proteste che hanno visto diversi manifestanti saccheggiare negozi di proprietà straniera e dare fuoco ad automobili e palazzi. Lunedì 2 settembre, centinaia di persone hanno marciato nel distretto centrale della città, simbolo degli affari e delle attività commerciali, chiedendo che gli stranieri abbandonassero il Paese. “I manifestanti hanno colpito tutte le imprese che ritenevano a conduzione straniera”, ha riferito l’agenzia di stampa locale, News 24. La polizia, per sedare le proteste, ha sparato proiettili di gomma contro la folla mentre le macchine parcheggiate sulle strade della città venivano date alle fiamme.

“La polizia condanna tutti gli atti di violenza contro gli esercizi commerciali e il saccheggio di negozi da parte di opportunisti criminali”, ha dichiarato l’ufficio del commissariato provinciale con una nota pubblicata su Facebook. Gli agenti stanno altresì indagando sulla morte di una persona nel quartiere di Hillbrow, nella zona centrale della città, presumibilmente uccisa da un gruppo di gente armata. “A questo punto stiamo ancora indagando sulla faccenda e intervistando diverse persone per stabilire il movente dell’omicidio”, ha dichiarato l’ufficio della polizia, specificando che dietro i recenti accadimenti non ci sarebbero motivi di razzismo o xenofobia. “La xenofobia è solo una scusa che viene usata dalle persone per commettere azioni criminali”, ha chiarito il ministro della Difesa, Bheki Cele, lunedì pomeriggio ai giornalisti. “Non è razzismo ma pura criminalità”, ha aggiunto.

Tuttavia, nella giornata di lunedì 2 settembre, un manifesto che circolava sui social media, attribuito a un gruppo chiamato il Forum delle persone di Sisonke, incoraggiava i cittadini sudafricani a cacciare tutti gli stranieri dalle loro comunità. Il gruppo accusava gli stranieri residenti in Sudafrica di spacciare droga e rubare il lavoro, entrambi concetti di uso comune durante le ondate di violenza xenofoba che negli ultimi anni interessano il Paese dell’Africa meridionale. Il principale partito di opposizione, l’Alleanza Democratica, ha dichiarato: “Questi incidenti sono dovuti a un’economia in crisi dove oltre 10 milioni di sudafricani non riescono a trovare lavoro”. Sia il Congresso Nazionale Africano, il partito attualmente al potere, sia l’Alleanza Democratica sono stati accusati di alimentare la xenofobia tra le frange più povere della popolazione.

Con una dichiarazione rilasciata nella giornata di lunedì 2 settembre, la Commissione Sudafricana per i Diritti Umani ha detto di essere “profondamente preoccupata per la violenza, i saccheggi, gli incendi dolosi e gli atti di vandalismo che si stanno ripercuotendo sulla città di Johannesburg”. Nel frattempo, il ministro degli Esteri della Nigeria, Geoffrey Onyeama, ha reagito in maniera inflessibile contro le proteste e ha dichiarato: “Stiamo ricevendo disgustose e deprimenti notizie di continui incendi e saccheggi di negozi nigeriani in Sudafrica da parte di criminali insensati e stiamo assistendo a un’inefficace protezione della polizia”. “Ne abbiamo abbastanza, prenderemo misure definitive”, ha chiarito con un post su Twitter. Nel 2015, la Nigeria aveva richiamato in patria il suo ambasciatore in Sudafrica in seguito a una serie di attacchi contro cittadini nigeriani residenti nel Paese.

Il Sudafrica è una destinazione particolarmente ambita per i migranti economici che arrivano da diverse parti del continente. Molti si muovono soprattutto dal Lesotho, dal Mozambico e dallo Zimbabwe in cerca di lavoro e condizioni di vita migliori. Le proteste di Johannesburg sono iniziate domenica 1 settembre quando un vecchio palazzo nel distretto centrale della città è stato dato alle fiamme ed è crollato, provocando la morte di almeno 3 persone. La rivolta si è poi estesa nei sobborghi orientali ed è arrivata fino alla capitale amministrativa del Paese, Pretoria. Qui i giornalisti hanno riportato diversi incendi contro i negozi di Marabastad, il distretto degli affari popolato da numerosi migranti economici. La scorsa settimana Pretoria è stata interessata anche da diversi scontri tra manifestanti e polizia, dopo che molti negozi erano stati dati alle fiamme e saccheggiati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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