Attivisti di Hong Kong fanno appello a Taiwan per una soluzione democratica alla crisi

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 16:28 in Hong Kong Taiwan

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Gli attivisti di Hong Kong hanno chiesto a Taiwan di contribuire alla loro lotta per la democrazia e hanno indetto una manifestazione di massa, prima del 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, che si terrà a partire dal 1° ottobre. 

Hong Kong, ex colonia britannica, tornò al dominio cinese nel 1997, sotto la formula “un Paese, due sistemi”, che garantiva alcune libertà rispetto al governo di Pechino. La Cina aveva suggerito la stessa formula per Taiwan, che continua a considerare, a sua volta, una provincia cinese. I cittadini dell’isola, tuttavia, hanno fatto appello al proprio diritto all’autodeterminazione e, grazie anche al supporto statunitense, si autogovernano attraverso elezioni democratiche. Negli ultimi mesi, molti a Taiwan hanno osservato da vicino le manifestazioni di Hong Kong e sono sempre più diffidenti nei confronti di Pechino. 

“Spero che gli attivisti possano fare brainstorming insieme su come vincere questa guerra contro il terrore bianco e il governo autoritario di Pechino”, ha dichairato Lester Shum, uno degli studenti leader del movimento democratico degli ombrelli di Hong Kong. Il terrore bianco è un’espressione comune per descrivere atti anonimi che creano un clima di paura. “La Cina vorrà sicuramente conquistare Taiwan dopo aver conquistato Hong Kong”, ha aggiunto. Joshua Wong, uno dei leader delle proteste, ha chiesto una manifestazione di massa. “Speriamo che un giorno Hong Kong possa diventare Taiwan, un posto con democrazia e libertà”, ha dichiarato Wong. L’attivista è libero su cauzione, dopo essere stato arrestato la scorsa settimana, accusato di incitamento e partecipazione a un’assemblea non autorizzata che ha avuto luogo il 21 giugno.

Da parte sua, il presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha dichiarato, martedì 3 settembre, che la sua amministrazione sta tenendo d’occhio la crisi di Hong Kong. Dalla terra ferma, Pechino ha accusato Taipei di sostenere gli attivisti della città semi-autonoma, un’accusa che Taiwan nega. “Come il resto della comunità internazionale, quando necessario e quando esistono preoccupazioni umanitarie, forniremo l’assistenza necessaria ai residenti di Hong Kong, e non staremo solo in disparte a guardare”, ha riferito Ing-wen in una nota. “Taiwan sostiene fermamente la democrazia e la libertà per Hong Kong e spera che la società possa ripristinare rapidamente la stabilità”, ha aggiunto.

In tale contesto si inseriscono anche gli Stati Uniti e la loro rete di rapporti diplomatici. Washington non intrattiene relazioni formali con la repubblica di Taiwan, tuttavia, secondo l’Accordo sulle relazioni tra i due Paesi, siglato nel 1979, Washington ha il dovere e l’obbligo di aiutare l’isola nella salvaguardia delle proprie capacità di autodifesa. Per tale ragione, gli USA risultano il principale fornitore di armi di Taiwan. Da quando il presidente americano, Donald Trump, è entrato nella Casa Bianca, gli Stati Uniti stanno conducendo una politica più aggressiva, mandando frequenti pattuglie militari nelle acque contese. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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