In Africa il Giappone vuole competere con la Cina

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 15:58 in Africa Giappone

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Il settore privato giapponese investirà 20 miliardi di dollari nello sviluppo dell’Africa per i prossimi 3 anni. È quanto ha promesso il primo ministro di Tokyo, Shinzo Abe, a margine della Conferenza Internazionale sullo Sviluppo africano (TICAD), tenutasi a Yokohama la scorsa settimana. Il premier giapponese ha chiarito che i settori di maggiore interesse per le imprese del suo Paese sono le infrastrutture e lo sviluppo umano del continente. “Vi assicuro, il governo giapponese farà ogni possibile sforzo affinché negli anni a venire il potere degli investimenti privati giapponesi si superi di giorno in giorno” ha detto Abe durante il suo discorso. “Faremo tutto il necessario per aiutare l’avanzamento delle aziende giapponesi in Africa”, ha aggiunto. Il Giappone intende anche formare più di 3000 persone nell’ambito di un programma per l’Africa di sviluppo delle risorse umane, in un periodo che si estenderebbe per circa 6 anni. In questo modo, ci sarà un maggior numero di persone che potrà contribuire allo sviluppo delle relazioni e degli affari commerciali tra Africa e Giappone.

Il Paese asiatico non è nuovo alla pratica degli investimenti nel continente africano. Per più di 30 anni, il Giappone ha focalizzato molti dei suoi sforzi sulla fornitura di aiuti economici ai diversi Stati della regione. Ad aprile, il Giappone ha liberato circa 1.5 milioni di dollari per il finanziamento di attività di stabilizzazione nelle comunità del Nord-Est della Nigeria, devastate dalla guerra. In Kenya, attraverso i Progetti di Assistenza per la Sicurezza umana di base, Tokyo ha fornito diversi fondi per lo sviluppo di centri di formazione in varie parti del Paese. Ora, però, il primo ministro giapponese pretende una partnership che vada oltre il semplice aiuto economico e comprenda altresì le infrastrutture e la crescita delle risorse umane. Già alla Conferenza Internazionale sullo Sviluppo africano del 2016, tenutasi in Kenya, Abe aveva sottolineato che il Giappone sarebbe dovuto diventare più un “partner” che un “donor” per i Paesi del continente africano.

Jonathan Berkshire Miller, membro anziano del Japan Institute of International Affairs, ha riferito, in un’intervista con la CNN, che il Giappone starebbe aumentando i suoi investimenti nel continente perché desidera un’alleanza più integrale con i Paesi africani in modo da produrre infrastrutture strategiche. “Il Giappone vuole vedere i suoi miliardi di aiuti al continente utilizzati per lo sviluppo sostenibile a beneficio della vita dell’Africa e degli africani”, ha detto Miller alla CNN, aggiungendo: “Tokyo rimane interessata a utilizzare le sue relazioni storicamente forti in Africa per rafforzare i suoi crescenti interessi politici e di sicurezza nella regione”.

Secondo il Ministero degli Esteri giapponese, il Paese ha investito in Africa circa 20 miliardi di dollari tra il 2016 e il 2018. Ma i numeri di Tokyo restano di gran lunga lontani da quelli della Cina, che investe da anni in modo massiccio nel continente. Pechino è uno dei maggiori investitori stranieri in Africa, superando la Francia, l’India e gli Stati Uniti. I finanziamenti cinesi si rivolgono soprattutto al settore ferroviario, industriale e delle telecomunicazioni. Secondo un report dell’Organizzazione del Commercio Estero giapponese, nel 2017 gli investimenti diretti esteri di Tokyo nel continente si aggiravano intorno ai 9 miliardi, ovvero solo una piccola frazione dei 43 miliardi investiti dalla Cina nello stesso anno. Nel 2018, il volume totale del commercio cinese in Africa, secondo il Ministero del Commercio di Pechino, stava intorno ai 204 miliardi di dollari. Quello del Giappone, calcolato su tutto l’import e l’export, ha avuto nello stesso anno un valore di circa 17 miliardi di dollari.

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Chiara Gentili

di Redazione

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