Afghanistan: attentato mortale nel centro di Kabul

Pubblicato il 3 settembre 2019 alle 8:52 in Afghanistan Asia

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Almeno 16 persone sono state uccise e più di 100 sono rimaste ferite a seguito di un attentato suicida con un’autobomba nel centro di Kabul. Si tratta del terzo attacco dei talebani in tre giorni. 

L’esplosione è avvenuta la notte di lunedì 2 settembre, in una zona residenziale nei pressi del Green Village, un grande complesso che organizzazioni internazionali e non governative, secondo quanto ha riferito il portavoce del ministero degli Interni, Nasrat Rahimi. Il portavoce talebano, Zabihullah Mujahid, ha aggiunto che si è trattato di un attacco coordinato di un kamikaze e uomini armati. Inoltre, l’attentato si è svolto mentre la principale stazione televisiva afgana, Tolo News, stava trasmettendo un’intervista con l’inviato americano, Zalmay Khalilzad, che riferiva i progressi riguardanti un potenziale accordo con i talebani che gli Stati Uniti stanno negoziando, al fine di ritirare le proprie forze armate dalle 5 principali basi militari dell’Afghanistan.

Si tratta di giorni particolarmente violenti per il Paese. I talebani hanno attaccato la città di Pul-e-Khumri, nella provincia settentrionale di Baghlan, domenica 1 settembre. Dopo l’assalto gli scontri, nella periferia della città, sono continuati per tutta la giornata. Anche questo episodio  arriva il giorno dopo un’altra offensiva talebana che aveva causato la morte di 25 persone tra civili e forze di sicurezza, la mattina del 31 agosto a Kunduz, nel Nord-Est del Paese. Anche in questo caso, i talebani avevano lanciato l’attacco alle prime ore dell’alba, nel tentativo di conquistare la città, in posizione strategica. L’offensiva ha costretto le truppe governative a chiedere rapidamente rinforzi per evitare che i ribelli prendessero il controllo della città, e a invocare l’intervento in loco del generale Scott Miller, importante comandante statunitense e NATO operante nel Paese.

Gli assalti arrivano pochi giorni dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, aveva dichiarato che le truppe USA rimarranno in Afganistan. L’annuncio, rilasciato il 29 agosto, smentisce quanto reso noto precedentemente dai talebani, ovvero che i due Paesi erano vicini a siglare un accordo e che Washington avrebbe ritirato le truppe in missione in Afghanistan entro 14 o 24 mesi. La decisione giunge, probabilmente, in risposta a quanto rivelato dai talebani, lunedì 26 agosto, quando questi avevano dichiarato che il raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti non avrebbe fermato l’insorgenza dei militanti contro il governo dell’Afghanistan, sostenuto da Washington, ma che al contrario i talebani avrebbero continuato “la loro lotta contro il governo afghano, per rovesciarlo e assumere il potere con la forza”.  

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto scorso, al momento l’Afganistan si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i militanti dell’ISIS, mentre la seconda i talebani. Questi ultimi si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali, nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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