Ucraina, Pence: “Gli Stati Uniti continuano a sostenere la posizione di Kiev sulla Crimea”

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 18:37 in USA e Canada Ucraina

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Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha riassicurato l’Ucraina in merito alla posizione favorevole degli Stati Uniti, che si sono detti ancora sostenitori delle rivendicazioni da parte di Kiev sulla Crimea, annessa dalla Russia nel 2014.

Le dichiarazioni, rilasciate domenica 1 settembre, hanno anticipato il vertice tra il vicepresidente americano e il capo di Stato ucraino, Volodymyr Zelenskiy, avvenuto poco dopo a Varsavia, in Polonia, in occasione della celebrazione dell’80esimo anniversario dallo scoppio della Seconda guerra mondiale. Nel corso del suo discorso, Pence non ha fatto menzione del piano della Casa Bianca di sospendere gli aiuti militari finora inviati a Kiev, ma ha affermato che le relazioni tra Stati Uniti e Ucraina “non sono mai state così forti”.

Dopo che Trump aveva annunciato, venerdì 30 agosto, di aver preso in considerazione l’arresto del piano che prevede l’invio di 250 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina, si temeva un inasprimento delle relazioni tra Washington e Kiev, che avrebbe potuto percepire l’intenzione americana quale “ulteriore passo per ingraziarsi Putin”.

Tuttavia, domenica 1 settembre, il vicepresidente americano ha rassicurato Kiev, dichiarando che gli Stati Uniti “continueranno a stare dalla parte del popolo dell’Ucraina per ciò che concerne la sua sicurezza e la sua integrità territoriale, incluse le legittime pretese dell’Ucraina sulla Crimea”.

Le dichiarazioni del vicepresidente degli Stati Uniti giungono in seguito alle ultime rivelazioni della CNN, secondo cui  Trump sta valutando di bloccare il piano che prevede l’invio di 250 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina. Tale tranche era stata annunciata lo scorso 18 giugno, quale parte del programma di aiuti economici avviato nel 2014 a seguito dell’annessione da parte della Russia della Crimea, che oggi ammonta a più di un miliardo di dollari e che ha contribuito nel tempo a rafforzare progressivamente le relazioni tra Stati Uniti e Ucraina.

Il ripensamento di Trump, secondo quanto reso noto dalla CNN, deriva dalla sua intenzione di ridurre la spesa degli aiuti all’estero di circa 4.000 milioni di dollari. Tali tagli saranno supervisionati dal segretario alla Difesa, Mark Esper, e dal consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti, John Bolton. Precedentemente, il Pentagono si era già espresso sull’appropriatezza del taglio degli aiuti militari. Tuttavia, il Presidente non ha ancora comunicato la sua scelta finale, ma i fondi, momentaneamente bloccati in attesa della decisione di Trump, decadranno in caso di mancato utilizzo entro il 30 settembre. 

La scelta di interrompere l’erogazione di fondi per l’Ucraina, secondo quanto riportato dalla CNN, potrebbe causare scontento in entrambe le fazioni della politica statunitense, dal momento che molti membri del Congresso reputano gli aiuti all’Ucraina un mezzo fondamentale per contrastare la presenza militare della Russia.  A tale riguardo, uno dei senatori dell’ala democratica, Bob Menendez, aveva dichiarato, venerdì 30 agosto, che “Trump dovrebbe smettere di preoccuparsi di deludere Vladimir Putin e pensare invece alle priorità in materia di sicurezza degli Stati Uniti”. 

La preoccupazione del Congresso trovava altresì fondamenta nelle ultime dichiarazioni di Trump, che martedì 20 agosto aveva annunciato che “sarebbe appropriato” reinserire la Russia nel G7 e che l’esclusione di Mosca era dipesa dalla volontà del suo predecessore democratico, Barack Obama. Per tale ragione, Trump aveva deciso di invitare Putin alla sessione annuale del G7 del 2020, anno in cui gli Stati Uniti deterranno la presidenza del Gruppo delle 7 nazioni. 

Intanto, il 27 agosto, Bolton si era recato a Kiev per incontrare Zelenskiy. Era la prima volta che un funzionario americano incontrava il nuovo capo di Stato ucraino, in carica dallo scorso 21 aprile. Per tale ragione, l’incontro si era posto come  “opportunità per discutere delle priorità degli Stati Uniti e, vista la nuova amministrazione, di quelle dell’Ucraina”.  In occasione del vertice, Bolton aveva altresì preannunciato l’incontro con Zelenskiy a Varsavia, che sarebbe tuttavia dovuto tenersi con il presidente Trump, il quale aveva precedentemente annullato il suo viaggio in Polonia per potersi occupare dell’emergenza causata dall’uragano Dorian.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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