Tunisia: scontro armato tra la Guardia nazionale e terroristi

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 10:32 in Africa Tunisia

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Il governatorato tunisino di Kasserine, situato nella regione di Hidra, nel territorio centro-occidentale del Paese, ha assistito, il 2 settembre, ad uno scontro a fuoco tra le forze della Guardia nazionale e un gruppo di terroristi. Il bilancio delle vittime è di un poliziotto e 3 uomini armati morti.

Tale scontro si è verificato nel corso di un’operazione di prevenzione, condotta da un’unità della Guardia nazionale tunisina contro i terroristi della regione. In particolare, secondo quanto riferito anche dalla radio tunisina Mosaique, le forze dell’ordine hanno teso un’imboscata a membri di gruppi terroristici, per impedire loro di raggiungere la zona montuosa di Kasserine. L’operazione di sicurezza è ancora in corso.

Nel corso degli ultimi anni, nelle alture del governatorato di Kasserine si sono verificati numerosi scontri tra le forze di sicurezza tunisine e i gruppi armati affiliati ad Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI), un gruppo terrorista jihadista, attivo nell’area sahariana e saheliana, e fedele allo Stato Islamico. La minaccia del terrorismo è molto alta in Tunisia, soprattutto al confine con la Libia, nonostante il Paese stia conducendo una rigida campagna anti-terrorismo, al fine di innalzare i livelli di sicurezza in tutto il Paese.

Dal 24 novembre 2015 in Tunisia vige lo Stato di emergenza, che è stato istituito in seguito a una serie di attacchi rivendicati dall’ISIS. Il 18 marzo di quell’anno, due giovani tunisini armati di kalashnikov entrarono nel museo del Bardo, a Tunisi, dove uccisero 24 persone, di cui 20 turisti, 4 dei quali italiani. Successivamente, il 26 giugno, un militante armato dello Stato Islamico fece irruzione presso un resort di Port El Kantaoui, a 10 km da Susa, uccidendo 37 persone. Un ulteriore attacco, del 24 novembre 2015, provocò la morte di 12 ufficiali. Da allora, lo stato di emergenza è stato prolungato diverse volte, di cui l’ultima l’8 aprile 2019.

Un’altra minaccia in Tunisia è costituita dal ritorno dei foreign fighters tunisini che negli ultimi anni sono partiti verso la Siria e l’Iraq. Secondo le stime del Soufan Group, nell’ottobre del 2015, 6.000 combattenti tunisini erano presenti in Medio Oriente, costituendo il gruppo di foreign fighters più numeroso rispetto a tutti gli altri Paesi. Nel 2016, due degli attentati terroristici che hanno colpito l’Europa, rivendicati dallo Stato Islamico, sono stati commessi da cittadini tunisini. Il primo si è verificato Il 14 luglio 2016, ed è stato commesso dal 31enne Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, tunisino residente a Parigi, che ha falciato la folla presente sulla promenade di Nizza, uccidendo 86 persone e ferendone 458. Il secondo attentato, invece, si è verificato il 19 dicembre a Berlino, per mano del giovane 24enne tunisino Anis Amri, che ha causato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48, travolgendo i mercatini di Natale presenti nella capitale tedesca.

Di fronte a tale scenario, le forze di sicurezza tunisine hanno messo in atto strategie per prevenire le attività terroristiche. Inoltre, il governo ha posto la lotta al terrorismo tra le proprie priorità, collaborando anche a livello internazionale e con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di migliorare le proprie capacità ed il proprio apparato di sicurezza.

L’instabilità in Libia ha permesso ai gruppi terroristici, incluso l’ISIS, di continuare le operazioni di contrabbando presso le frontiere, anche se nel 2017 non sono stati registrati attacchi terroristici legati alla Libia. Il Global Terrorism Index 2018 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Tunisia al 47 posto tra i 138 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 4,08 su 10.

 

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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