Tunisia: al via la campagna elettorale presidenziale

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 15:58 in Africa Tunisia

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La campagna per le prossime elezioni presidenziali in Tunisia ha avuto inizio lunedì 2 settembre. I candidati si affronteranno per circa due settimane, fino alle votazioni, previste per il 15 settembre.

La commissione elettorale indipendente ha approvato una lista che include 26 candidati, e la campagna durerà fino al 13 settembre. Sono 7 milioni e 155mila i cittadini tunisini aventi diritto al voto. Alcuni candidati, già dallo scorso 31 agosto, si sono diretti all’estero per incontrare i loro sostenitori in diversi Paesi europei, tra cui Francia e Italia. In tali Stati sono altresì presenti grandi comunità di tunisini.

Ennahda, considerato il maggiore partito politico tunisino, vede schierato il vice-presidente del partito stesso, Abdel Fattah Mourou. Quest’ultimo ha dichiarato che lo scopo della propria candidatura è mettersi a servizio della nazione. Mourou è noto per le sue posizioni moderate all’interno del movimento, di ispirazione islamica. Tuttavia, si tratta della prima volta in cui tale partito propone un proprio candidato, sin dalla transizione politica tunisina, avvenuta con la rivoluzione del 2011. Già a partire dalla mezzanotte del 2 settembre, il candidato ha messo la sua foto in una zona della capitale.

L’attuale primo ministro e candidato del partito Tahya Tounes, “Lunga vita alla Tunisia”, Youssef Chahed, ha iniziato la sua campagna in Tunisia dai quartieri popolari tunisini, nella periferia della capitale, ed è stato accompagnato da molti sostenitori. Inoltre, lo scorso 31 agosto, Chahed ha tenuto un incontro con i membri della comunità tunisina nella città francese di Lione. Nella stessa giornata, Mourou era, invece, a Milano per un incontro simile.

Un altro candidato è Nabil Karoui, per il partito “Il cuore della Tunisia”. Karoui si era fatto promotore di slogan in difesa dei più poveri, ma, già al momento della presentazione della candidatura, la magistratura lo aveva accusato di riciclaggio di denaro. Lo scorso 23 agosto è arrivato il mandato di arresto, con l’accusa di evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Tuttavia, la commissione elettorale ha affermato che il candidato ha il diritto di competere per la posizione, in quanto non è stato emesso, al momento, un verdetto contro di lui.

L’inizio della campagna elettorale è coincisa con un’operazione anti-terrorismo che ha portato alla morte di un poliziotto e 3 uomini armati, il 2 settembre, nel governatorato tunisino di Kasserine. Anche alla luce di tale ultimo accaduto, alcuni ritengono che gli sforzi dei terroristi si stiano concentrando nell’ostacolare le elezioni.

A tal proposito, il capo del Comitato nazionale antiterrorismo in Tunisia, Mokhtar Ben Nasr, ha dichiarato che i gruppi terroristici sfruttano tali circostanze ed eventi importanti, come le elezioni, per condurre operazioni e attentati terroristici, con l’obiettivo di interferire con l’atmosfera che ne scaturisce e unire questioni politiche a questioni di sicurezza.

Tuttavia, è stato affermato che la situazione è sotto controllo, grazie alla prontezza delle forze militari. Inoltre, si prevede che il Ministero dell’Interno svilupperà un piano per garantire le elezioni presidenziali, impiegando migliaia di agenti delle unità di sicurezza per proteggere i seggi elettorali e il quartier generale degli organi elettorali, oltre a garantire la sicurezza dei candidati alle elezioni.

Nonostante la difficoltà di prevedere l’identità del prossimo presidente tunisino, si prevede che la competizione sarà limitata a quattro candidati di spicco, ovvero Abdel Fattah Moro, Youssef Chahed, il ministro della Difesa uscente Abdelkrim Zubeidi, e l’ex premier Mehdi Jomaa, candidato per “Alternativa tunisina”.

Il presidente in Tunisia ha autorità soprattutto in materia di politica estera e di difesa, ed è coadiuvato dal primo ministro. Quest’ultimo viene scelto dal parlamento ed ha autorità sulle questioni interne. Beji Caid Essebsi è stato il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia e si trovava in carica dal 31 dicembre 2014. Dopo la morte improvvisa di Essebsi, lo scorso 25 luglio, la Commissione elettorale tunisina ha annunciato le nuove elezioni presidenziali, le seconde per la Tunisia dopo la rivoluzione. Si tratta dell’unico Paese della regione nordafricana che ha intrapreso una transizione democratica in seguito alle rivolte del 2011.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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