Libano: tregua tra Hezbollah e Israele

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 9:53 in Israele Libano

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo l’escalation verificatasi il 31 agosto ed il 1 settembre nel Sud del Libano, tra Hezbollah e Israele, lunedì 2 settembre il confine è segnato da una calma relativa, sebbene Israele abbia continuato le proprie incursioni.

In particolare, la mattina del 2 settembre, Israele ha lanciato un pallone spia nei pressi dell’area del fiume Oronte, nella città di Mais Al-Jabal, al confine tra Libano e Israele. Inoltre, media libanesi locali hanno riferito che un drone da ricognizione israeliano ha sorvolato, nel corso della notte, nel Sud del Libano.

Secondo un corrispondente di Al-Arabiya, al momento, non vi sono segnali di una nuova escalation tra Hezbollah e Israele. Tuttavia, media israeliani hanno previsto un ulteriore attacco contro Israele, secondo i desideri del comandante iraniano della Qods Force, Qassem Soleimani.

Circa le tensioni del 31 agosto e 1° settembre, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha espresso il proprio stato di preoccupazione circa un’escalation di violenza al confine tra Libano e Israele, dopo gli attacchi che hanno interessato soprattutto Hezbollah e l’esercito israeliano. Da Washington è stato dichiarato che gli USA sostengono a pieno il diritto di Israele all’autodifesa. “Hezbollah deve astenersi da azioni ostili che minacciano la sicurezza, la stabilità e la sovranità del Libano. Questo è un altro esempio del ruolo destabilizzante dell’Iran, che mina la pace e la sicurezza della regione” è quanto affermato.

Il 1° settembre, l’esercito israeliano ha reso noto di aver risposto, aprendo il fuoco sul confine libanese meridionale, ad alcuni missili anticarro provenienti dall’area, lanciati da Hezbollah contro una sua base e alcuni veicoli militari. Il gruppo libanese Hezbollah, schierato con l’Iran e da esso supportato, ha confermato che i propri militanti hanno distrutto un veicolo militare israeliano, uccidendo o ferendo le persone che erano all’interno dell’abitacolo. Questo si trovava nell’insediamento di Avivim, vicino al confine meridionale del Libano.

Inoltre, il 28 agosto, l’esercito libanese aveva sparato contro 3 droni israeliani, provenienti dai territori palestinesi occupati, mentre sorvolavano i cieli del Sud del Libano. In tale occasione non era stato causato alcun danno.

Tale episodio si è verificato a distanza di pochi giorni da altri “incidenti” che hanno riacceso le tensioni tra Libano e Israele, sebbene, anche in precedenza, Beirut avesse lamentato diverse volte violazioni del proprio spazio aereo, in sede Onu.

In particolare, domenica 25 agosto, un drone israeliano è precipitato nelle periferie meridionali di Beirut, controllate dal gruppo islamista Hezbollah, e un secondo drone è esploso nelle vicinanze, nelle prime ore del mattino. Il giorno successivo, il 26 agosto, tre raid aerei, sempre di provenienza israeliana, hanno colpito una base palestinese, nei pressi del confine con la Siria, situata vicino al villaggio di Qusaya, nella Valle di Bekaa, nell’Est del Libano.

Il governo libanese ha descritto tali attacchi israeliani un atto di aggressione inaccettabile mentre il Consiglio supremo di difesa libico ha affermato, martedì 27 agosto, il diritto all’autodifesa del Libano, “con ogni mezzo”, contro qualsiasi azione ostile, in quanto diritto garantito dalla Carta delle Nazioni Unite. L’autodifesa mira ad impedire che nuovi attacchi simili colpiscano i territori ed il popolo libanese. Il Consiglio, che comprende il presidente, Michel Aoun, il primo ministro, Saad Hariri, e un certo numero di ministri e funzionari della sicurezza, ha, però, nascosto le proprie decisioni a riguardo.

Hezbollah, classificato come un’organizzazione terroristica da Israele e Stati Uniti, è un attore chiave nell’arena politica del Libano. Israele considera tale movimento sciita armato, sostenuto da Teheran, la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. I due si sono scontrati nel 2006, in una battaglia lunga un mese, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati.

 

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.