Israele-Etiopia: aumentare le relazioni bilaterali in materia di sicurezza

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 17:37 in Etiopia Israele

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante un incontro a Gerusalemme con il premier etiope Abiy Ahmed, domenica 1 settembre, ha esortato a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza tra i due Paesi. “Crediamo di poter offrire una certa esperienza, esperienza condivisa che abbiamo raccolto a causa del nostro bisogno di difenderci”, ha detto Netanyahu ad Ahmed, secondo quanto riferito dal suo ufficio. Il premier di Tel Aviv ha poi elogiato il suo omonimo etiope, definendolo “uno dei leader più importanti ed influenti di tutta l’Africa”.

“Israele accoglie con favore la visita del primo ministro etiope, alla quale attribuisce grande importanza perché contribuirà al miglioramento delle relazioni e rafforzerà la cooperazione tra i due Paesi”, recita una parte della dichiarazione rilasciata dall’ufficio del primo ministro Netanyahu. Durante la sua visita in Israele, Ahmed incontrerà anche il presidente Reuven Rivlin, si recherà a Yad Yashem, l’Ente nazionale per la memoria della Shoah, e farà un tour del National Cyber Directorate. Israele è stata la terza destinazione in una settimana del primo ministro etiope Abiy Ahmed. Prima di Gerusalemme, il premier ha visitato la Corea del Sud per un incontro ufficiale ed è volato poi a Yokohama, in Giappone, per partecipare, insieme agli altri leader africani, alla Conferenza Internazionale di Tokyo per lo Sviluppo Africano (TICAD).

Negli anni ’60, alcune nazioni africane avevano preso le distanze da Israele a causa della guerra ingaggiata contro i vicini arabi e dei rapporti con il regime dell’apartheid in Sudafrica. Nel tempo, Netanyahu ha cercato di stringere legami sempre più stretti con le nazioni africane, soprattutto per ottenere il sostegno delle istituzioni internazionali dove Israele è stato spesso criticato per l’occupazione dei territori palestinesi. Nel 2016, ha inaugurato la prima visita di un capo del governo israeliano in Etiopia, sede dell’Unione Africana. Daniel Benaim, ex consigliere del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha affermato che “Israele sta cercando di negare all’Iran un punto d’appoggio sul lato africano del Mar Rosso dal quale potrebbe trasbordare armi verso Gaza e oltre”.

Da parte sua, l’Etiopia vede in Israele “un potenziale partner per la sicurezza e un’importante fonte di investimento e innovazione”, ha aggiunto Benaim. Secondo Paese più popoloso del continente, con i suoi 100 milioni di abitanti, l’Etiopia rappresenta una delle economie più dinamiche dell’Africa orientale, pur essendo uno dei Paesi più poveri a livello mondiale. Ci sono più di 140.000 cittadini israeliani con origini etiopi, almeno 50.000 di loro nati in Israele. “Queste persone portano la cultura dell’Etiopia, l’orgoglio dell’Etiopia, in Israele e mantengono la cultura del popolo israeliano e l’orgoglio del popolo israeliano in Etiopia”, ha detto Netanyahu domenica.

A fine giugno, l’uccisione di un giovane israeliano di origini etiopi da parte di un ufficiale di polizia in borghese, aveva scatenato una forte ondata di proteste. Diversi membri della comunità etiope in Israele sono stati invitati ad incontrare Ahmed. Tra questi c’era anche Avera Mengistu, la madre di un giovane israelo-etiope tenuto in ostaggio per 5 anni dal movimento islamista palestinese di Hamas, che controlla la Striscia di Gaza.

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Chiara Gentili

di Redazione

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