Indonesia: vietate le manifestazioni in Papua Occidentale

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 14:57 in Asia Indonesia

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La polizia indonesiana ha vietato le manifestazioni in Papua Occidentale, la provincia scossa da numerose proteste nelle ultime due settimane, secondo quanto ha riferito il capo della Sicurezza del Paese, lunedì 2 settembre. 

La polizia papuana ha emesso 6 comunicati, tra il 31 agosto e il 1 settembre, in cui si proibiscono le manifestazioni pubbliche e si fornisce un elenco delle accuse penali da affrontare in caso di violazione di tale divieto. “A qualsiasi persona o organizzazione è vietato diffondere idee vicine al separatismo quando si esprimono opinioni in pubblico e la violazione di tale obbligo comporterà un’azione rigorosa e l’applicazione della legge”, ha riferito l’agenzia di stampa statale, Antara. La polizia ha anche sottolineato che diffondere notizie false rappresenta un crimine.

A seguito degli ultimi giorni di protesta, le forze dell’ordine indonesiane hanno arrestato 41 persone in diverse città della provincia, per aver danneggiato strutture pubbliche e per averne saccheggiato l’interno. Allo stesso tempo, 2 studenti sono stati arrestati a Jakarta e accusati di tradimento. Inoltre, 4 cittadini australiani, che avevano preso parte a una manifestazione a favore dell’indipendenza, nella città di Sorong, in Papua Occidentale, sono stati espulsi dal Paese, secondo quanto riferito dalle autorità per l’immigrazione. Circa 6.000 agenti di polizia e militari sono stati stanziati nell’area, stando a quanto riferito dal capo della polizia nazionale, Tito Karnavian. Tale contingente va a rafforzare la già pesante presenza militare nella regione, dove le tensioni separatiste vanno avanti da un decennio. “Se necessario dispiegheremo più truppe”, ha dichiarato Karnavian ai giornalisti, aggiungendo che lui stesso rimarrà per il resto della settimana in Papua Occidentale. 

Le proteste in Indonesia sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. Alcuni manifestanti chiedono che si voti un referendum per l’indipendenza della regione. Tuttavia, tale prospettiva è stata esclusa dal ministro della sicurezza, giovedì 29 agosto. La sera dello stesso giorno, il presidente indonesiano, Joko Widodo, ha chiesto a tutti di mantenere la calma, aggiungendo che aveva ordinato “una reazione ferma contro azioni anarchiche e razziste”. Per calmare le piazze, Widodo ha promesso nuovi investimenti al fine di garantire lo sviluppo economico della provincia di Papua.

La provincia di Papua si trova nella regione indonesiana della Nuova Guinea Occidentale, insieme alla Papua Occidentale. Sebbene le due province si estendano sull’isola principale dello Stato della Papua Nuova Guinea, l’Indonesia considera il loro territorio come parte dello Stato nazionale. Papua era una colonia olandese fino al 1962, quando Giacarta prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo l’Indonesia, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese. Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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