Immigrazione: i fatti più importanti di agosto 2019

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 10:55 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime ufficiali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), nel mese di agosto 2019, sono sbarcati in Europa circa 6.560 migranti, di cui 3.258 in Grecia, 1.643 in Spagna, 1.006 in Italia, circa 705 a Malta, mentre a Cipro non si è verificato alcuno sbarco. Dall’inizio dell’anno, invece, sono giunti in Europa via mare complessivamente oltre 45.500 stranieri. Il Paese che ha accolto il maggior numero di migranti, al momento, risulta essere la Grecia, seguita da Spagna, Italia, Malta e Cipro. Il numero dei morti in mare nei primi otto mesi del 2019, invece, ammonta a 909. Tali cifre costituiscono una diminuzione significativa, soprattutto in termini di sbarchi, rispetto alle cifre dello stesso periodo del 2018, quando arrivarono nei porti europei circa 68.029 stranieri.

Per quanto riguarda l’Italia, le stime del Ministero dell’Interno indicano che, dal primo gennaio al 31 agosto 2019, sono sbarcati oltre 5.085 migranti, cifra che segna una drastica diminuzione rispetto al numero dello scorso anno, quando sono giunti via mare oltre 20.000 stranieri. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono tunisina, pakistana, ivoriana, algerina e irachena.

Il mese di agosto si è aperto con l’avvio della missione della nave Ocean Viking, guidata dalle ong Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere (MSF), e battente bandiera norvegese. Il 4 agosto, l’imbarcazione ha lasciato il porto di Marsiglia, situato nel Sud della Francia, per dirigersi verso le acque libiche e iniziare la sua prima missione di salvataggio di migranti al largo della Libia. L’Ocean Viking è stata costruita nel 1986, per essere utilizzata come nave ausiliaria alle piattaforme petrolifere situate nel Mare del Nord. La nave, lunga 69 metri e larga 15 metri, può ospitare fino a 300 persone e, sul ponte, è stato altresì allestito un vero e proprio ospedale. A bordo, è presente un equipaggio di 9 persone, accompagnato da una squadra di ricerca e salvataggio e un’equipe medica, per un totale di 31 individui. Il ritorno in mare della Ocean Viking è stato reso possibile anche grazie alla donazione del comune di Parigi, pari a circa 100.000 euro.

Il 5 agosto, il Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del Decreto Sicurezza Bis, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. I presenti alla votazione sono stati 289, mentre i votanti 238. Con 160 voti favorevoli, 57 voti contrari e 21 astenuti, l’approvazione è stata garantita. Il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, ha scelto l’astensione, mentre i senatori di Forza Italia non hanno partecipato al voto, pur restando in aula. Non erano presenti, invece, i 6 senatori a vita, mentre 5 senatori del Movimento Cinque Stelle hanno votato contro il provvedimento, nonostante la fiducia. 

L’8 agosto, le autorità di Malta hanno rifiutato alla Ocean Viking di fare rifornimento nei porti dell’isola. Secondo SOS Mediterranee, che gestisce la nave insieme a Medici Senza Frontiere, l’Ocean Viking era stata originariamente autorizzata. Tuttavia, le autorità marittime maltesi hanno informato l’imbarcazione tramite radio che la nave “non era autorizzata ad entrare nelle acque territoriali maltesi”.  L’8 agosto, l’Ocean Viking si trovava attualmente a circa 150 km dalla costa maltese, dopo essere partita dal porto francese di Marsiglia, il 5 agosto.

Il 12 agosto, la Commissione Europea ha accolto positivamente l’offerta di Malta e Italia di far sbarcare dalla nave dell’ONG Open Arms i migranti in condizione di salute gravi, ma ha chiesto agli Stati membri di mostrare maggiore solidarietà per trovare una soluzione rapida che consenta a tutte le persone che si trovano, non solo sulla Open Arms, ma anche sulla Ocean Viking, di scendere a terra il prima possibile. All’undicesimo giorno in mare della Open Arms, le condizioni di alcuni migranti sono risultate particolarmente problematiche. L’11 agosto, dopo una consultazione tra Italia e Malta, 8 sono stati portati in elicottero a La Valletta mentre un’altra persona, un sospetto caso di tubercolosi, è stata condotta a Lampedusa da una motovedetta della Guardia costiera. Nella stessa giornata, la nave Ocean Viking ha recuperato 81 migranti a largo della costa libica, che si sono aggiunti ai 130 che si trovavano a bordo ormai da una settimana. Si è trattato del terzo soccorso nel giro di tre giorni. “Ora sono 251 le persone a bordo della Ocean Viking”, ha scritto in un tweet Medici Senza Frontiere. Nella stessa area la nave della ONG norvegese aveva già salvato altre 85 persone per le quali, come annunciato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è stato stabilito il divieto di ingresso in acque italiane, secondo il decreto sicurezza-bis. Salvini ha anche scritto al governo norvegese sollecitandolo a indicare un porto sicuro per la nave. “L’Italia non è legalmente vincolata, né disposta ad accogliere migranti clandestini non identificati a bordo dell’Ocean Viking”, ha poi commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Sempre il 12 agosto, il governo greco ha richiesto un maggiore impegno dell’Unione Europea per un’equa distribuzione tra i vari Paesi del peso dell’immigrazione. La dichiarazione di Atene giunge in un momento in cui gli sbarchi di migranti sulle isole dell’Egeo sono aumentati, nelle ultime settimane. Il ministro greco per la Protezione del cittadino, equivalente al nostro ministro dell’Interno, Giorgos Koumoutsakos, ha rivelato alla stampa: “Dal 7 luglio, non c’è stato un singolo giorno senza sbarchi”. “Sulle cinque isole di Lesbos, Samos, Chios, Kos e Leros il numero totale di rifugiati e migranti ha superato, ad oggi, le 20.000 unità”, ha aggiunto il ministro, responsabile delle politiche di immigrazione da quando il nuovo governo conservatore si è insediato al potere, il 7 luglio. “Ciò rappresenta un aumento del 17% in sole poche settimane”, ha detto Koumoutsakos. Solo Lesbos, che era stato principale punto di arrivo durante la crisi migratoria del 2015, ha visto un incremento del 44% nel numero di sbarchi, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Il 9 agosto è stato uno dei giorni peggiori del periodo estivo, con 6 barche, con un totale di 250 persone a bordo, approdate all’isola di Lesbos”, ha sottolineato il ministro greco.

Il 20 agosto, i circa 100 migranti a bordo dell’imbarcazione della ONG spagnola Open Arms sono sbarcati, nel porto di Lampedusa, dopo che un giudice italiano ha ordinato il sequestro della nave e l’evacuazione degli stranieri, provenienti principalmente dall’Africa. Il sequestro è stato confermato dal direttore della ONG spagnola, Oscar Camps, il quale ha dichiarato che si tratta di “un prezzo che Open Arms è disposta a pagare per assicurare che i migranti a bordo dell’imbarcazione possano ricevere i trattamenti necessari”, dal momento che per gli attivisti è “essenziale mettere al primo posto la salute e la sicurezza dei migranti in questa emergenza umanitaria”. A seguito dello sbarco, una portavoce della Commissione Europea, Tover Ernst, ha reso noto che Spagna, Francia, Germania, Lussemburgo e Portogallo hanno confermato la loro disponibilità ad accogliere i migranti. I cinque Paesi hanno inviato diverse delegazioni per procedere con le attività di registrazione ed interviste ai migranti, oltre che con i controlli necessari e le sistemazioni logistiche per assicurare il loro trasferimento nei rispettivi territori. La riallocazione dei migranti, ha reso noto Ernst, “richiederà soltanto qualche giorno” e la “Commissione farà il possibile per assicurare che le procedure vengano completate il più presto possibile”. L’imbarcazione di Open Arms è stata bloccata in mare per 19 giorni senza un porto sicuro in cui approdare. Le condizioni di salute dei migranti a bordo sono state in costante peggioramento, così come la loro stabilità psichica, dati i frequenti attacchi di panico, risse e tentativi di suicidio. Del totale dei migranti a bordo, 27 minori erano precedentemente sbarcati in Italia, insieme ed altri 16 passeggeri, approdati a Lampedusa per via delle loro gravi condizioni di salute.   

Il 22 agosto, la Grecia ha annunciato che snellirà l’iter per processare le richieste d’asilo, alla luce dei recenti aumenti degli sbarchi dei migranti nelle coste elleniche, provenienti principalmente dalla Turchia. La decisione è stata resa nota dal premier di Atene, Kyriakos Mitsotakis, il quale ha annunciato che il governo “avrebbe adottato alcune modifiche relativamente alle politiche sull’immigrazione, specie in materia di asilo, semplificando il procedimento amministrativo e velocizzando il processo decisionale relativo al riconoscimento dello status”. Secondo quanto reso noto dal ministro per le politiche migratorie del Paese, Giorgio Koumoutsakos, dal 7 luglio le isole dell’Egeo non hanno visto un solo giorno senza sbarchi. In particolare, “solo Lesbo, che era stato il principale punto di arrivo durante la crisi migratoria del 2015, ha visto, a partire dal 7 luglio, un incremento del 44% nel numero di sbarchi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Per quanto concerne le richieste d’asilo, Koumoutsakos ha informato che, solo nelle isole di Lesbo e di Samo, è stato inoltrato nel 2018 un numero di richieste d’asilo maggiore rispetto a quelle presentate rispettivamente in Austria e in Finlandia. E le previsioni per il 2019, visto l’aumento degli sbarchi, non possono che peggiorare, specie dato che “solo nella prima metà del 2019 sono state già inoltrate oltre 30.500 richieste d’asilo”. 

Il 23 agosto, il governo di Malta ha reso noto che i 356 migranti a bordo della nave umanitaria Ocean Viking verranno ridistribuiti tra 6 Paesi europei, quali Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania. L’imbarcazione, che possiede circa 356 migranti a bordo, di cui oltre 100 minori, ha recuperato le persone in quattro diverse operazioni di salvataggio. L’ultima è avvenuta lunedì 12 agosto, quando solo in una giornata sono stati salvati circa 105 migranti. Dei 100 minori, circa 90 sono non accompagnati e 3 bambini hanno meno di cinque anni. A dare la notizia dello sbarco e della ridistribuzione è stato il premier maltese, Joseph Muscat, il quale ha dichiarato di aver raggiunto l’accordo in seno alla Commissione Europea, e che i migranti verranno dapprima trasferiti su una nave di pattuglia delle forze armate di Malta, al di fuori delle acque territoriali, per poi dirigersi nei sei Paesi europei.

Il 27 agosto, ameno 40 stranieri sono risultati dispersi in mare, dopo che un’imbarcazione con a bordo oltre 100 migranti è affondata a largo delle coste della Libia. A renderlo noto è stata la UN Refugee Agency (UNHCR), il cui portavoce, Charlie Yaxley, ha spiegato che “circa 60 persone sono state tratte in salvo e riportate sulle coste libicheTale dichiarazione è stata confermata da un portavoce della Guardia costiera libica, Ayoub Qassem, il quale ha specificato che il numero dei migranti fino ad ora soccorsi ammonta a circa 65 persone, provenienti principalmente dal Sudan. I superstiti, secondo quanto reso noto da Yaxley, provengono anche dall’Egitto, dal Marocco e dalla Tunisia.  

Il 28 agosto, l’imbarcazione Mare Jonio, della ong italiana Mediterranea Saving Humans, ha salvato circa 100 migranti a bordo di un gommone “sovraffollato, alla deriva e con un tubolare già sgonfio” proveniente dalla Libia. In risposta alla richiesta di un porto italiano dove sbarcare, Salvini ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane. A rendere nota la buona riuscita delle operazioni di salvataggio sono stati gli attivisti a bordo della nave battente bandiera italiana, la Mare Jonio, i quali hanno dichiarato che dei circa 100 migranti tratti in salvo, 26 sono donne, di cui almeno 8 incinte, mentre 26 sono i minori, di cui 22 di età inferiore a 10 anni. 

Il 29 agosto, i bambini, le donne incinte e le persone maggiormente vulnerabili a bordo della Mare Jonio sono sbarcate a Lampedusa A procedere con le operazioni di sbarco per le 64 persone prelevate dall’imbarcazione è stata la Guardia costiera italiana, che ha però trasferito solo parte dei circa 100 migranti a bordo della Mare Jonio. Stando a quanto comunicato, 3persone sono ancora sulla nave, in attesa di un porto dove sbarcare, dal momento che, secondo le rivelazioni di fonti vicine al ministro dell’Interno uscente, Matteo Salvini, “il divieto di transito e ingresso in acque territoriali rimane in vigore per una imbarcazione che non rispetta le leggi e che intenzionalmente provoca uno stato di emergenza a bordo così da poter poi sbarcare in Italia”. Il divieto era stato anche firmato dal ministro dei Trasporti italiano, Danilo Toninelli, e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta che, da parte sua, ha sottolineato “il sacrosanto diritto dei bambini, delle donne incinte, degli ammalati e delle persone in difficoltà di essere salvati e di essere messi nelle condizioni di poter sbarcare”. 

Il 30 agosto, circa 250 migranti hanno cercato di scavalcare la recinzione al confine tra l’enclave spagnola di Ceuta e il Marocco. Nel tentativo di fermarli, almeno 6 ufficiali della polizia iberica sono rimasti feriti. Un portavoce del governo spagnolo ha reso noto che almeno 155 sono riusciti a scavalcare la recinzione alta 6 metri e cosparsa di filo spinatoentrando illegalmente nel territorio della Spagna. Nel frattempo, presso la frontiera di Benzú, nell’area settentrionale di Ceuta, dove è avvenuto l’episodio, si erano dispiegate tutte le unità della Guardia civile spagnola, coadiuvate dalle autorità marocchine. Degli agenti intervenuti, circa 6 hanno riportato contusioni a causa dei calci ricevuti dai migranti mentre questi cercavano di scavalcare la frontiera. Stando quanto ricostruito da El Pais, l’ultimo episodio analogo risale ad agosto 2018, quando 850 migranti avevano cercato di oltrepassare il confine scavalcando la recinzione di Ceuta. In tale occasione, 132 migranti erano rimasti feriti, mentre 22 agenti di polizia avevano riportato diverse contusioni. Degli 850 migranti intenzionati ad oltrepassare la frontiera, 602 erano riusciti a giungere illecitamente su suolo spagnolo. 

Infine, sempre il 30 agosto, le autorità greche hanno reso noto che circa 650 migranti, a bordo di 16 imbarcazioni, hanno raggiunto l’isola di Lesbo, nell’area meridionale della Grecia, dalla Turchia. La maggior parte dei migranti sarà trasferita al centro di accoglienza di Moria, il più grande d’Europa, dove attualmente sono presenti oltre 10.000 migranti, cifra quattro volte superiore alla sua capienza.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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