Giappone rafforza la difesa delle isole contese nel Mar Cinese Orientale

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 13:09 in Cina Giappone

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Il Giappone sta rafforzando la sua difesa nelle isole contese con Pechino del Mar Cinese Orientale e ha istituito una speciale unità di polizia, equipaggiata di armi automatiche. 

L’unità di polizia sarà stanziata sull’isola meridionale di Okinawa, che si trova 420 km a Est dagli atolli disabitati di Senkaku, note come isole Diaoyu in cinese. “Supponendo che gli scenari includano l’attacco da parte di un gruppo armato, verranno stanziati agenti altamente addestrati equipaggiati anche con mitragliatrici”, ha affermato la stampa giapponese, senza rivelare le proprie fonti. In passato, l’esercito e la guardia costiera giapponesi avevano già rafforzato le proprie posizioni intorno alle isole contese. Tuttavia, questa sarà la prima volta che Tokyo istituirà un’unità nella regione per aiutare a difenderle. Nessun funzionario giapponese è stato immediatamente disponibile a commentare tale notizia. 

La polizia, nel bilancio per il prossimo anno, ha chiesto lo stanziamento di 159 ulteriori funzionari a Okinawa e Fukuoka, un’altra prefettura del Sud, per potenziare la sua capacità di rispondere alle situazioni nelle isole remote. Le relazioni del Giappone con la Cina sono state a lungo tese per quello che riguarda la disputa. La tensione nel Mar Cinese Orientale è cresciuta sa partire dal 2012, quando la Cina ha reagito negativamente alla decisione del Giappone di nazionalizzare le isole Senkaku, intrapresa nel mese di settembre 2012. Da allora la Cina ha intensificato le sue attività navali nel Mar Cinese Orientale rendendo indispensabile per il Giappone il rafforzamento delle misure di difesa. Già dalla fine del 2015, la Guardia Costiera del Giappone aveva aumentato il numero di ufficiali presenti nella regione. Il Giappone considera le acque del Mar Cinese Orientali un’area prioritaria per la difesa del Paese. Si tratta di acque in cui nel 2016 centinaia di navi della Cina sono entrate, si è trattato di pescherecci, ma anche di navi della marina della Cina.

I rapporti tra i due Paesi asiatici sono complicati dalla relazione tra Stati uniti e Giappone. Il Dipartimento di Stato USA ha approvato la vendita di missili al Giappone, per un valore stimato di 3,3 miliardi di dollari, secondo quanto riferito il 27 agosto dall’Agenzia di Cooperazione per la Difesa e la Sicurezza del Pentagono.  Il lotto comprende 73 missili del tipo Standard 3 e MK 29 Canister. I principali appaltatori per la vendita sono, al momento, Raytheon Co e BAE Systems Plc. Inoltre, il 27 maggio, il presidente americano Donald Trump, parlando di cooperazione militare con il Giappone, aveva detto in conferenza stampa che gli Stati Uniti avrebbero sostenuto gli sforzi d Tokyo per migliorare le sue capacità di difesa, incoraggiano gli acquisti di attrezzature militari americane.

Lo scorso anno, il Giappone aveva svelato un piano per l’acquisto di altri 45 caccia F-35 stealth, incluse alcune varianti B, per il valore di circa 4 miliardi di dollari, da aggiungere ai 42 jet già ordinati. Tokyo ha dichiarato che vuole schierare una forza di circa 150 aerei da combattimento avanzati, tentando di tenere il passo con i progressi della Cina nel campo della tecnologia militare. “Questo acquisto darebbe al Giappone la più grande flotta di F-35 tra i nostri alleati”, ha affermato Trump sulla Kaga, attraccata alla base navale di Yokosuka, vicino a Tokyo. Tale base rappresenta la sede della flotta giapponese e il porto di origine della settima flotta degli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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