Arabia Saudita: istituito un nuovo Ministero, ridotto il ruolo del ministro dell’Energia

Pubblicato il 2 settembre 2019 alle 14:37 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Nel quadro di una serie di ordinanze reali, emanate, il 31 agosto scorso, dal sovrano dell’Arabia Saudita, Salman Bin AbdulAziz, vi è un decreto che prevede l’istituzione di un Ministero denominato “Ministero dell’Industria e delle Risorse Minerarie” e la riduzione della carica di “Ministro dell’Energia, dell’Industria e delle Risorse Minerarie” in “Ministro dell’Energia”.

Come evidenziato anche da Reuters, creare il Ministero dell’Industria e delle Risorse Minerarie significa separarlo dal colossale Ministero dell’Energia. Tale decisione è stata presa dopo una serie di incontri tra uomini d’affari sauditi ed il principe ereditario del Regno, Mohammed Bin Salman. A capo della nuova entità, che assumerà carattere indipendente il 1° gennaio prossimo, è stato nominato Bandar Alkhorayef, un investitore ed esperto in materia industriale, proveniente dal settore privato.

Secondo quanto dichiarato, la mossa sembra voler mirare a limitare l’ampio ruolo dell’attuale ministro in carica, Khalid Al-Falih, che manterrà comunque il controllo del Ministero dell’Energia e la presidenza del consiglio amministrativo della compagnia petrolifera statale Aramco. Nel corso del proprio mandato, Al-Falih ha supervisionato più della metà delle attività economiche saudite, all’interno di un Ministero creato nel 2016 per agevolare le nuove riforme.

Tuttavia, nonostante gli ambiziosi piani per l’industria ed il settore minerario, tali ambiti si sono sviluppati relativamente poco. A tal proposito, è rivelato che diversi uomini di industria non sono completamente soddisfatti dell’operato di Al-Falih, a causa di alcuni risultati non raggiunti.

I settori dell’industria e del settore minerario sono vitali per le politiche del giovane principe ereditario, che mira a diversificare l’economia del principale esportatore di petrolio a livello mondiale, rendendola indipendente dal greggio, oltre a ridurre le spese del governo e creare milioni di posti di lavoro, soprattutto per i più giovani.

Secondo un economista saudita, Fawaz al-Fawaz, la separazione tra Ministero dell’Industria e dell’Energia risulta essere la mossa giusta, ma non è sufficiente, in quanto vi sono altre mancanze, tra cui una diminuzione negli investimenti. Pertanto, è necessario ragionare sulle mosse successive.

Il decreto rientra nella strategia saudita di preservare il proprio Paese e la propria economia dalle minacce dell’ultimo periodo. Già il 25 luglio scorso, il ministro dell’Energia saudita aveva dichiarato che il Paese mira ad incrementare la capacità produttiva del proprio oleodotto, Petroline, del 40% in due anni. Questo si estende dall’Est del Paese, l’area di maggiore produzione, alla città portuale occidentale di Yanbu, che si affaccia sul Mar Rosso.

In questo modo, il regno desidera evitare che le esportazioni di petrolio del Paese passino attraverso lo stretto di Hormuz. Quest’ultimo rappresenta un canale strategico, situato tra l’Oman e l’Iran, attraverso cui viene trasportato un quinto di tutte le esportazioni di greggio globale, ma che, ultimamente, è stato testimone di tensioni riguardanti in particolare Stati Uniti e Iran.

Tra le diverse decisioni, un’altra ordinanza prevede la creazione dell’“Autorità saudita per i dati e l’intelligenza artificiale”, legata in modo diretto al primo ministro. Tale autorità sarà dotata di un consiglio di amministrazione, presieduto dal vice primo ministro. Un altro centro creato il 31 agosto prende il nome di “Centro nazionale per l’intelligenza artificiale”, che avrà, anch’esso, un ufficio per la gestione dei dati.

Il Regno ha altresì preso in esame le critiche a livello internazionale circa le violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita, incluso l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi e gli arresti di dissidenti, tra cui donne attiviste. Un altro cambiamento ha interessato una delle donne più anziane operanti nel governo. Si tratta della vice ministro del Lavoro, Tamadur Al-Ramah, che è stata sostituita in un momento in cui Riad si sta adoperando per creare posti di lavoro per la crescente popolazione giovane.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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