Yemen: raid della coalizione saudita contro i ribelli Houthi, decine di morti

Pubblicato il 1 settembre 2019 alle 10:10 in Arabia Saudita Yemen

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La coalizione araba a guida saudita ha reso noto, domenica 1 settembre, di aver condotto un raid aereo contro alcuni bersagli militari degli Houthi nello Yemen sud-occidentale; secondo i media dei ribelli, l’attacco ha colpito una prigione, causando decine di morti.

La coalizione sunnita, intenta a combattere in Yemen contro i ribelli sciiti Houthi, schierati con Teheran, da oltre 4 anni, ha reso noto con un comunicato dell’emittente televisiva saudita di aver effettuato un raid aereo che ha distrutto un magazzino di droni e missili dei dissidenti a Dhamar. La tv dei ribelli, Al Masirah, ha divulgato la notizia che l’attacco ha colpito una prigione, e che 40 corpi senza vita sono stati rinvenuti dalle macerie. Il presidente del comitato nazionale dedito agli affari penitenziari del gruppo, Abdul Qader al-Mortada, ha affermato che nel centro di detenzione si trovavano 170 prigionieri. I residenti locali hanno spiegato che sono avvenuti 6 raid differenti contro la città, e che la prigione è stata colpita. Non è ancora noto un bilancio definitivo delle vittime.

La coalizione, che è stata criticata a più riprese per aver causato la morte di civili durante i suoi raid, ha affermato di aver preso misure precauzionali per proteggere i civili residenti a Dhamar, e che l’aggressione era in regola con le leggi internazionali.

Il 29 agosto, l’esercito yemenita aveva intrapreso operazioni militari, con il sostegno della coalizione a guida saudita, verso il distretto di Kitaf, nell’Est del governatorato di Saada, ovvero la roccaforte principale delle milizie Houthi, situata nell’estremo Nord dello Yemen. Il giorno precedente, il 28 agosto, le milizie Houthi hanno lanciato intensi bombardamenti contro i quartieri residenziali ed i complessi commerciali della città di Hodeidah, nell’Ovest dello Yemen, violando la tregua della Nazioni Unite.

L’escalation è giunta in concomitanza con l’annuncio dell’inviato delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, del 28 agosto, secondo cui il governo yemenita e gli Houthi hanno accettato la sua proposta di attuare una tregua ad Hodeidah, sulla base dell’accordo di Stoccolma.

Nella sera del 28 agosto i ribelli sciiti hanno inoltre agito su un altro fronte, contro l’Arabia Saudita, attaccando l’aeroporto di Abha, situato nel Sud del Paese, dove hanno preso di mira il centro operativo militare e le postazioni degli aerei da guerra.

 La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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