Colombia: si riducono le coltivazioni di coca

Pubblicato il 1 settembre 2019 alle 6:10 in America Latina Colombia

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Le coltivazioni di coca in Colombia sembrano aver raggiunto il loro massimo livello. Dopo il cambio di governo e diversi anni di enormi sforzi, il paese andino è stato in grado di fermare l’aumento degli ettari dedicati alla coltivazione della coca, pianta base per la produzione cocaina, che si  mantengono tuttavia a livelli senza precedenti. Il rapporto annuale del Sistema integrato di monitoraggio delle colture delle Nazioni Unite (Simci), presentato lo scorso 2 agosto dall’Esecutivo di Iván Duque, mostra una leggerissima riduzione della superficie totale dedicata alla coltivazione della coca, passati da 171.000 ettari a 169.000 alla fine dello scorso anno. Nonostante il cambiamento di tendenza, la cifra rimane vicina al massimo, dopo aver battuto ogni record nel 2017.

“Questo rapporto mostra che per la prima volta in quasi sette anni quella tendenza alla crescita esponenziale è stata interrotta” – ha detto il presidente colombiano, accompagnato da diversi membri del suo gabinetto e dalla cupola militare, in una breve dichiarazione alla stampa con Pierre Lapaque, rappresentante in Colombia dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), l’ente responsabile della misurazione. Anche il funzionario delle Nazioni Unite ha celebrato la “leggera riduzione”, ma ha avvertito che “la Colombia è ancora ai livelli della coltivazione di coca più alta dell’intera serie storica, iniziata nel 2001”.

Duque, che mercoledì 7 agosto ha celebrato il primo anno al potere, ha intrapreso una svolta nella politica sulle droghe rispetto al suo predecessore, Juan Manuel Santos (2010-2018). Mentre il vincitore del Premio Nobel per la pace nel 2016 per l’accordo raggiunto con la ex guerriglia delle FARC ha sostenuto di cambiare l’attenzione sulla lotta globale contro il traffico di droga e di affrontare il problema come una questione di diritti umani e salute pubblica, Duque ha scelto una linea più dura: favorire l’eradicazione forzata a scapito della sostituzione volontaria, concordata con le comunità di agricoltori, e un ritorno al proibizionismo. Entrambi hanno contrastato con veemenza le loro opinioni sulla politica in materia di droga durante un’audizione pubblica davanti alla Corte costituzionale lo scorso marzo.

Le cifre sulla riduzione rappresentano una vera e propria boccata di ossigeno per Duque, che ha affrontato un’enorme pressione da parte dell’Amministrazione Trump per intensificare la lotta al narcotraffico. Trump ha persino minacciato di desertificare la Colombia nella lotta contro la droga se non avesse presentato risultati concreti. Bogotà e Washington sono partner stretti nella strategia antidroga dal 1999, quando fu concepito il Piano Colombia. Nella sua lunga battaglia, il paese sudamericano è riuscito a ridurre gli ettari dedicati alla coltivazione della coca da 168.000 nel 2000 a 48.000 nel 2012 e 2013, il livello più basso da quando l’ONU effettua monitoraggi annuali. Tuttavia, da allora, le coltivazioni di coca sono cresciute a 69.000 ettari nel 2014, 96.000 nel 2015, 146.000 nel 2016 e 171.000 nel 2017, prima della riduzione a 169.000 nel 2018 presentata dalle autorità colombiane e dall’ONU.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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