Colombia: 9 dissidenti FARC uccisi in raid governativo

Pubblicato il 31 agosto 2019 alle 8:21 in America Latina Colombia

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9 dissidenti, ex membri delle FARC (già Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia e ora Forza Alternativa Rivoluzionaria del Comune), tra cui un comandante, sono stati uccisi in un raid governativo nella Colombia meridionale, venerdì 30 agosto.

A renderlo noto è stato il presidente colombiano, Ivan Duque. Il bombardamento è avvenuto nella giornata di venerdì 30 agosto, nella piazza del distretto di San Vicente del Caguan, nella movimentata provincia di Caqueta; si è trattato del primo attacco da quando gli ex leader del gruppo hanno annunciato una nuova offensiva, nel corso della settimana.

“Grazie a un lavoro strategico, impeccabile e rigoroso, Gildardo Cucho, un leader di questa organizzazione, è stato ucciso”, ha annunciato Duque davanti ai giornalisti, in una conferenza stampa nella città di Sincelejo. Il capo di Stato ha poi aggiunto: “Questo criminale era dedito al traffico di droga, sequestri, intimidazione di leader sociali, e avrebbe probabilmente fatto parte di questo nuovo gruppo intimidatorio che ieri si è presentato al Paese come un nuovo gruppo ribelle, cosa che non è, in quanto è un’organizzazione di narcotraffico”.

Gli ex comandanti Ivan Marquez and Jesus Santrich, giovedì 29 agosto, sono apparsi circondati da combattenti armati in un video di 32 minuti pubblicato su YouTube, nel quale rinnovano le ostilità contro le autorità colombiane e affermano che gli accordi di pace del 2016 non sono stati onorati. L’annuncio è stato condannato apertamente sia dal governo, sia dalle Nazioni Unite, sia dal partito politico delle FARC, la cui leadership ha voluto chiarire che la maggior parte degli ex ribelli resta impegnata a tenere fede all’accordo di pace nonostante “pericoli e difficoltà”.

Tra i dissidenti appartenenti alle FARC vi sono miliziani di gruppi di guerriglia che hanno rifiutato di smobilitarsi in base agli accordi di pace del 2016, e altri che in un primo tempo avevano sostenuto le trattative per trovare una soluzione pacifica, ma che poi erano tornati a propugnare la lotta armata. Oltre 260.000 persone sono state uccise, e milioni sfollate durante il logorante conflitto tra FARC, forze governative, gang criminali e gruppi paramilitari di destra. Le forze dissidenti si aggirano intorno alle 2.200 unità, molte delle quali stanziate in Venezuela, dove il presidente, Nicolas Maduro, aveva affermato che gli ex ribelli sono benvenuti.

L’accordo di pace bilaterale del 2016 ha risentito di tensioni su vari fronti,  tra cui l’uccisione di centinaia di ex ribelli e attivisti dei diritti umani, ritardi negli sforzi di sovvenzionamento economico da parte degli ex combattenti, e una profonda polarizzazione politica. In base ai dettami di tale patto, circa 13.000 membri delle FARC, tra cui 7.000 combattenti armati, si sono smobilizzati, prendendo parte al processo di reintegrazione e tornando a casa dalle loro famiglie.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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