Ucraina, Cina: “Gli Stati Uniti non interferiscano”, intanto Trump ripensa agli aiuti

Pubblicato il 30 agosto 2019 alle 19:17 in Cina USA e Canada Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ambasciatore della Cina in Ucraina, Du Weiha invitato gli Stati Uniti a non intromettersi” nelle questioni di Kiev. 

Tali parole, rilasciate venerdì 30 agosto, giungono in risposta a quanto emerso in seguito al vertice tra il consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti, John Bolton, e il presidente dell’Ucraina, Volodomyr ZelenskiyDurante l’incontro, che si è tenuto il 28 agosto, il consigliere della Casa Bianca, che reputa l’Ucraina un alleato chiave nel clima di tensione con la Russia, aveva spiegato a Zelenskiy la posizione degli Stati Uniti nei confronti della Cina, la quale ha di recente avanzato una proposta per l’acquisto di un colosso ucraino dell’industria aerospaziale.  

A tale riguardo, Bolton aveva rivelato di “aver indicato a Zelensky le preoccupazioni americane in merito alle scorrette pratiche in ambito commerciale adottate dalla Cina e in merito alle minacce alla sicurezza nazionale rilevate negli Stati Uniti”. Al termine dell’incontro, il consigliere della Casa Bianca aveva dichiarato che nel vertice era emerso che i due Paesi “condividono l’impegno nel preservare la sicurezza e la sovranità dell’Ucraina e nell’assicurarsi che questa non sia soggetta allo sfruttamento economico della Cina”. 

Nel frattempo, secondo quanto riportato dalla CNN, Trump sta valutando di bloccare il piano che prevede l’invio di 250 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina. Il ripensamento deriva dall’intenzione di Trump di ridurre la spesa degli aiuti all’estero di circa 4.000 milioni di dollari. Tali tagli saranno supervisionati dal segretario alla Difesa, Mark Esper, e dal consigliere Bolton. Secondo quanto rivelato da un funzionario americano, nel definire i tagli alla spesa in aiuti, il presidente ritiene chdebba essere data priorità agli interessi degli Stati Uniti e che si prenda in considerazione che anche “gli altri Paesi debbano pagare la loro quota”. 

In riferimento all’Ucraina, il Pentagono si era già espresso sull’appropriatezza del taglio degli aiuti militari. Tuttavia, il Presidente non ha ancora comunicato la sua scelta finale, secondo quanto dichiarato da un funzionario della sua amministrazione, il quale ha altresì sottolineato che i fondi, momentaneamente bloccati in attesa della decisione di Trump, decadranno in caso di mancato utilizzo entro il 30 settembre. 

La scelta di interrompere l’erogazione di fondi per l’Ucraina, secondo quanto riportato dalla CNN, potrebbe causare scontento in entrambe le fazioni della politica statunitense, dal momento che molti membri del Congresso reputano gli aiuti all’Ucraina un mezzo fondamentale per contrastare la presenza militare della Russia.  

A tale riguardo, uno dei senatori dell’ala democratica, Bob Menendez, ha dichiarato che “Trump dovrebbe smettere di preoccuparsi di deludere Vladimir Putin e pensare invece alle priorità in materia di sicurezza degli Stati Uniti”. 

La decisione di non inviare più aiuti militari all’Ucraina può, secondo la CNN, essere percepita come un ulteriore passo per “ingraziarsi” Putin, soprattutto dopo che Trump aveva dichiarato, martedì 20 agosto,  che “sarebbe appropriato” reinserire la Russia nel gruppo dei Paesi dalle economie più avanzate e che l’esclusione di Mosca era dipesa dalla volontà del suo predecessore democratico, Barack Obama. Per tale ragione, Trump aveva deciso di invitare Putin alla sessione annuale del G7 del 2020, anno in cui gli Stati Uniti deterranno la presidenza del Gruppo delle 7 nazioni. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play  

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.