Stati Uniti: Trump istituisce nuova direzione del Pentagono, si occuperà dello spazio

Pubblicato il 30 agosto 2019 alle 15:15 in Cina Russia USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha istituito una nuova Unità centrale del Pentagono interamente dedicata alla difesa nello spazio. 

È quanto dichiarato, nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca, giovedì 29 agosto, dal capo di Stato americano, il quale ha annunciato che tale decisione “riconosce la centralità della dimensione dell’aerospazio nella sicurezza e nella difesa degli Stati Uniti”. In particolare, la nuova direzione “assicurerà che il dominio americano nello spazio non venga mai messo a rischio”.  

La nascita della nuova Unità renderà il cosmo uno dei domini militari maggiormente attenzionati, dal momento che la Divisione sarà al pari dell’Unità centrale sul Medio Oriente e della Direzione centrale per il Pacifico, che si occupa della strategia di difesa nel Pacifico occidentale e nel Sud-Est asiatico. 

Sebbene le forze dell’Aeronautica militare americana siano già dotate di una unità specializzata sullo spazio, la nuova Direzione centrale del Pentagono evidenzierà l’importanza di tale dominio, promuovendo sia operazioni di addestramento specifiche, sia lo sviluppo di dispositivi specializzati. In particolare, la nuova Unità centrale si occuperà della progettazione di sistemi di navigazione e comunicazione satellitari per truppe e comandanti attivi sul campo e della rilevazione di lanci missilistici.  

Secondo quanto dichiarato da un generale dell’Aeronautica, John Raymond, il quale assumerà il comando della nuova Unità centrale del Pentagono, i rivali degli Stati Uniti hanno già dedicato la loro attenzione alle tecniche di combattimento nello spazio. In tale contesto, Raymond ha dichiarato di essere “convinto che lo spazio sia diventato uno dei domini della conflittualità” e che, per tale ragione, “lo stile di vita e di combattimento degli Stati Uniti dipendono dalle sue abilità nello spazio”. 

Ciò non vuol dire, però, che l’istituzione della nuova Unità comporti anche la nascita di una nuova Forza armata al pari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica o della Guardia Costiera. 

A tale riguardo, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, ha dichiarato che “la creazione dell’Unità centrale sull’aerospazio sia un passo cruciale verso la nascita di una Forza spaziale indipendente”, ovvero “una Forza armata addizionale”. In linea con la visione di Espernel frattempo, anche Trump ha dichiarato di avere intenzione di creare una Forza spaziale, la quale sarà responsabile di “preparare, addestrare ed equipaggiare i militari che dovranno supportare le missioni avviate dall’Unità centrale del Pentagono”. Ma l’istituziondi tale Forza deve ancora essere approvata dal Congresso. 

Proprio sull’istituzione di una nuova Forza Armata prevale, nel Congresso, un sentimento di scetticismo, sia nei Repubblicani, sia nei Democratici, convinti che una tale mossa comporti ulteriori spese militari e un peso aggiuntivo in termini burocratici.  

Dall’altra parte, alcuni degli alleati di Trump desiderano che l’amministrazione al potere velocizzi i programmi dediti al consolidamento della presenza militare degli americani nello spazio. Uno dei maggiori esponenti di tale pensiero è l’ex presidente della Camera americano, Newt Gingrichche ha dichiarato come la Forza spaziale debba essere istituita per proteggere gli interessi americani, “costruendo basi militari sulla luna prima che a farlo sia la concorrenza”. 

Un ruolo consolidato nello spazio è stato già assunto da Cina e Russia, entrambe, secondo gli Stati Uniti, attualmente in fase di sviluppo di armi antisatellite. Secondo quanto rivelato da un report dell’intelligence americana, sia i cinesi, sia i russi, saranno perfettamente in grado, entro 2 o 3 anni, di distruggere i satelliti americani attivi nello spazio. 

Tuttavia, già nel giugno 2014, Russia e Cina avevano presentato al Comitato ONU per il Disarmo un trattato congiunto finalizzato a prevenire lo spiegamento di armi nel cosmo e l’uso della forza, o la sua minaccia, contro “oggetti spaziali”. 

Più nel dettaglio, per quanto concerne la Cina, Pechino sta compiendo da tempo progressi costanti nella realizzazione dei piani di esplorazione dello spazio, nel contesto di quello che ha definito “il sogno spaziale cinese”. Nell’ottobre 2017, la Cina ha siglato con la Russia un accordo di collaborazione nell’ambito di missioni spaziali per il periodo 2018-2022. Parallelamente, entro il 2040, la Cina ha annunciato di avere intenzione di sviluppare uno shuttle aerospaziale a propulsione nucleare. Nel 2018, inoltre, Pechino aveva dichiarato di avere in progetto di lanciare razzi vettori nello spazio attraverso navi mercantili situate vicino all’equatore. 

La Russia, invece, già nel 2018 aveva denunciato i tentativi degli Stati Uniti di destabilizzare la sicurezza mondiale con i suoi piani di collocare armi nello spazio, nel perseguimento di una supremazia americana nel cosmo. Da parte sua, la Russia aveva sottolineato come le forze aerospaziali russe abbiano carattere puramente difensivo e che la Russia non sia affatto interessata a risolvere eventuali conflitti militari nel cosmo. Tale dichiarazione, però, non è finora stata accettata dagli Stati Uniti, che più volte hanno accusato Mosca di creare laser militari nello spazio. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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