Siria: Mosca e il regime continuano a colpire, tregua dal 31 agosto

Pubblicato il 30 agosto 2019 alle 10:29 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Secondo fonti dell’opposizione siriana, la Russia e le forze del regime hanno intensificato, il 29 agosto, i propri attacchi aerei sulla Siria Nord-occidentale, inviando rinforzi dalle unità d’élite all’esercito del regime e alle forze filo-iraniane, con l’obiettivo di colpire l’ultima roccaforte dei combattenti dell’opposizione.

Le fonti hanno sottolineato che gli aerei da guerra, ritenuti di provenienza russa, hanno lanciato bombe sulla periferia di Idlib, mentre una nuova formazione di combattenti si è unita alle milizie del presidente siriano, Bashar Al-Assad.  Inoltre, nella giornata del 29 agosto, le forze del regime hanno fatto ulteriori progressi nella provincia Nord-occidentale di Idlib, prendendo il controllo di diversi villaggi e città, tra cui Al-Tamanah e Al- Khuwayn. In particolare, attacchi contro due villaggi dell’area rurale hanno causato la morte di 7 civili, tra cui 2 bambini.

Venerdì 30 agosto, l’esercito russo ha reso noto di aver accettato un cessate il fuoco unilaterale, che rispetterà anche il regime siriano, a partire dalla mattina di sabato 31 agosto, nella regione Nord-occidentale di Idlib. 

Come sottolineato dalle forze di opposizione, i bombardamenti ad opera di Assad e Russia, in sole 48 ore, hanno provocato la morte di circa 30 civili. Gli attacchi hanno nuovamente preso di mira soprattutto la città di Maarat Al-Numan, situata sulla strada che collega Damasco ad Aleppo e che attraversa l’area rurale di Idlib.

Il comandante Moustafa Bakur del Jaysh al-Izza, ovvero “l’esercito della gloria”, un gruppo di ribelli attivo nel Nord- Ovest della Siria, ha affermato che ogni giorno arrivano rinforzi per le forze di Assad da milizie iraniane e dalle unità d’élite della Guardia repubblicana siriana. Queste, a detta del comandante, vanno a sostituire le cosiddette forze Tigre, che in precedenza fornivano la maggior parte delle truppe di terra. Si tratta di unità di forze speciali dell’esercito siriano, impiegate soprattutto per scopi offensivi.

Dal canto suo, la Difesa civile siriana ha registrato, nella giornata del 29 agosto, 35 raid aerei, in cui le forze del regime siriano e quelle russe si sono alternate. 20 attacchi sono stati diretti contro la città di Al-Tamanah. Inoltre, nelle ultime 24 ore, 1474 famiglie sono state sfollate dalle aree rurali di Idlib e portate nelle zone al confine con la Turchia. È stato altresì sottolineato che, dopo l’attacco di Maarat Al-Numan, le operazioni di sfollamento sono aumentate.

In tale contesto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunitosi il 29 agosto, ha posto sul tavolo la questione siriana. Durante l’incontro, è stata riesaminata la situazione umanitaria nel Paese, nel quadro delle discussioni su un progetto di risoluzione presentato da Kuwait, Germania e Belgio, con cui si chiede il cessate il fuoco e la protezione dei civili e del personale medico a Idlib.

Durante la medesima occasione, l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, Geir Pedersen, ha chiesto il sostegno della comunità internazionale per una soluzione politica urgente a Idlib, sottolineando che si è di fronte ad una minaccia imminente, soprattutto per i 3 milioni di abitanti della regione.

Inoltre, il 28 agosto, il portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha espresso lo stato di preoccupazione dell’Onu per gli ultimi attacchi aerei nella Siria Nord-occidentale. Come sottolineato dal portavoce, immagini satellitari mostrano che città e villaggi sono stati rasi al suolo in seguito ai continui attacchi aerei a Idlib, ad Ovest di Aleppo e nel Nord di Hama. Da mesi, vengono lanciati barili esplosivi anche a danno di ospedali, scuole e infrastrutture civili, e ciò ha portato alla sospensione delle operazioni di soccorso umanitario.

Dujarric ha poi confermato che, dall’operazione militare intrapresa a fine aprile 2019, dalle forze del regime siriano con il sostegno russo, oltre 550 civili sono stati uccisi. Inoltre, più di 400.000 persone sono state sfollate dalle aree colpite dall’escalation militare, sebbene un gran numero di persone vivesse fuori dai campi.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio campo di azione nella periferia meridionale di Idlib.

Uno degli scontri più violenti degli ultimi giorni si è verificato il 25 agosto, a Khan Shaykhun, situata nel Sud di Idlib, tra le forze del regime siriano e quelle dei ribelli. Il bilancio delle vittime, per entrambe le fazioni, è stato di almeno 60 morti, tra cui civili. Dal 21 agosto, l’esercito del regime siriano, sostenuto da aerei da guerra e milizie russe, ha preso il controllo di tale città e ha invaso l’area rurale a Sud.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

 

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.