Nuova Guinea Occidentale: manifestazioni violente a Jayapura

Pubblicato il 30 agosto 2019 alle 9:49 in Asia Indonesia

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Le proteste in Indonesia sono arrivate fino al capoluogo della provincia di Papua, Jayapura, dove i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni edifici pubblici, costringendo la compagnia elettrica statale a tagliare l’elettricità in alcuni distretti. 

La polizia ha risposto con l’utilizzo di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Questi, tuttavia, hanno continuato a dare fuoco alle macchine e lanciare pietre contro negozi e uffici. Anche un ufficio parlamentare locale è stato dato alle fiamme. “Diverse strutture e proprietà pubbliche sono state danneggiate dai rivoltosi”, ha dichiarato il portavoce della polizia nazionale, Dedi Prasetyo.

Durante la rivolta di Jayapura, i manifestanti hanno dato alle fiamme un edificio che ospitava gli uffici della società di telecomunicazioni controllata dallo Stato, la Telekomunikasi Indonesia. La società ha dichiarato che non è stato ancora possibile valutare il danno completo. La società energetica statale, Pertamina, ha poi chiuso diverse stazioni di servizio a Jayapura a causa delle proteste, ha detto il portavoce dell’azienda, Fajriyah Usman. Il generale Sisriadi, che parla per le forze armate indonesiane, ha dichiarato che oltre 1.000 persone hanno preso parte alla protesta.

Le proteste sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. 

Alcuni manifestanti chiedono che si voti un referendum per l’indipendenza della regione. Tuttavia, tale prospettiva è stata esclusa dal ministro della sicurezza, giovedì 29 agosto. La sera dello stesso giorno, il presidente indonesiano, Joko Widodo, ha chiesto a tutti di mantenere la calma, aggiungendo che aveva ordinato “una reazione ferma contro azioni anarchiche e razziste”. Per calmare le piazze, Widodo ha promesso nuovi investimenti al fine di garantire lo sviluppo economico della provincia di Papua.

La provincia di Papua si trova nella regione indonesiana della Nuova Guinea Occidentale, insieme alla Papua Occidentale. Sebbene le due province si estendano sull’isola principale dello Stato della Papua Nuova Guinea, l’Indonesia considera il loro territorio come parte dello Stato nazionale. Papua era una colonia olandese fino al 1962, quando Giacarta prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo l’Indonesia, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese.

Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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