Libano- Israele: Hezbollah potrebbe contrattaccare entro 72 ore

Pubblicato il 30 agosto 2019 alle 17:12 in Israele Libano

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Secondo quanto riportato dal quotidiano Al-Ghad, alcune fonti hanno affermato che Hezbollah potrebbe rispondere agli ultimi attacchi di Israele entro 72 ore.

L’origine della notizia è da far risalire al giornale kuwaitiano Al-Rai. In particolare, il riferimento va agli attacchi subiti dal Libano il 25 agosto scorso, che hanno riacceso le tensioni tra Beirut e Israele. In tale giornata, un drone israeliano è precipitato nelle periferie meridionali di Beirut, controllate dal gruppo islamista Hezbollah, e un secondo drone è esploso nelle vicinanze, nelle prime ore del mattino. Inoltre, il giorno successivo, il 26 agosto, tre raid aerei, sempre di provenienza israeliana, hanno colpito una base palestinese, nei pressi del confine con la Siria, situata vicino al villaggio di Qusaya, nella Valle di Bekaa, nell’Est del Libano.

Secondo alcune “forze di opposizione”, Hezbollah mira a far scontare al suo avversario lo stesso prezzo pagato in precedenza, minacciando la vita di 2 o 3 israeliani. Tuttavia, a detta delle fonti, lo scopo della dichiarazione del movimento sciita armato sarebbe quello di spingere il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a desistere dal candidarsi alle prossime elezioni. A tal proposito, il primo ministro potrebbe essere ritenuto responsabile di aver riacceso un conflitto dormiente dal 2006, ed essere portato davanti alla giustizia.

Le stesse fonti hanno poi affermato che gli Stati Uniti e la Francia stanno cercando di calmare il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, dicendogli che Israele è stato invitato, a sua volta, a non rispondere ad eventuali attacchi contro aerei israeliani. Hezbollah mirerebbe a colpire, in particolare, aerei da guerra israeliani, dopo che è giunta la notizia dell’arrivo, per il movimento sciita, di un sistema missilistico iraniano simile al russo “S-300”.

Da parte sua, Israele, nell’eventualità di un contrattacco, ha annullato il permesso di congedo di due suoi soldati nella regione settentrionale. Inoltre, l’esercito israeliano prevede che Hezbollah abbia intenzione di attaccare soldati israeliani o postazioni militari al confine, non civili.

Il quadro di tensioni, riaccese negli ultimi giorni, comprende altresì l’accaduto del 28 agosto, quando l’esercito libanese ha affermato di aver sparato contro 3 droni israeliani, provenienti dai territori palestinesi occupati, mentre sorvolavano i cieli del Sud del Libano, senza causare alcun danno.

Di fronte a tale scenario, il Consiglio supremo della difesa libico, oltre ad una ferma condanna delle operazioni israeliane, ha affermato, martedì 27 agosto, il diritto all’autodifesa del Libano, “con ogni mezzo”, contro qualsiasi attacco, in quanto diritto garantito dalla Carta delle Nazioni Unite. L’autodifesa mira ad impedire che nuovi attacchi simili colpiscano i territori ed il popolo libanese.  

Hezbollah, classificato come un’organizzazione terroristica da Israele e Stati Uniti, è un attore chiave nell’arena politica del Libano. Israele considera tale movimento sciita armato, sostenuto da Teheran, la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. I due si sono scontrati nel 2006, in una battaglia lunga un mese, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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