Immigrazione, Mare Jonio: sbarco di donne e bambini a Lampedusa

Pubblicato il 30 agosto 2019 alle 17:37 in Immigrazione Italia

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I bambini, le donne incinte e le persone maggiormente vulnerabili a bordo della Mare Jonio, nave della ONG italiana Mediterranea, sono sbarcate, giovedì 29 agosto, a Lampedusa.  

A procedere con le operazioni di sbarco per le 64 persone prelevate dall’imbarcazione è stata la Guardia costiera italiana, che ha però trasferito solo parte dei circa 100 migranti a bordo della Mare Jonio. Stando a quanto comunicato, 3persone sono ancora sulla nave, in attesa di un porto dove sbarcare, dal momento che, secondo le rivelazioni di fonti vicine al ministro dell’Interno uscente, Matteo Salvini, “il divieto di transito e ingresso in acque territoriali rimane in vigore per una imbarcazione che non rispetta le leggi e che intenzionalmente provoca uno stato di emergenza a bordo così da poter poi sbarcare in Italia”. 

Il divieto era stato anche firmato dal ministro dei Trasporti italiano, Danilo Toninelli, e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta che, da parte sua, ha sottolineato “il sacrosanto diritto dei bambini, delle donne incinte, degli ammalati e delle persone in difficoltà di essere salvati e di essere messi nelle condizioni di poter sbarcare”. 

Da parte sua, la Mare Jonio ha reso noto di aver terminato le scorte di acqua a bordo, motivo per il quale ha sollecitato l’autorizzazione a entrare nel porto di Lampedusa. Nello specifico, l’equipaggio della nave lamenta di trovarsi in condizioni di “emergenza igienico-sanitaria”, cosa di cui “le autorità sono state già messe al corrente”. 

Lo scorso 28 agosto, la Mare Jonio, imbarcazione della ONG italiana Mediterranea Saving Humans, aveva salvato circa 100 migranti a bordo di un gommone “sovraffollato, alla deriva e con un tubolare già sgonfio” proveniente dalla Libia. Dei circa 100 migranti tratti in salvo, 26 sono donne, di cui almeno 8 incinte, mentre 26 sono i minori, di cui 22 di età inferiore a 10 anni. In risposta alla richiesta di un porto italiano dove sbarcare, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane.  

La ONG Mediterranea Saving Humans aveva ripreso le proprie attività di salvataggio il 22 agosto scorso, dopo che la nave utilizzata, la Mare Jonio, era stata posta sotto sequestro per circa 2 mesi, a seguito di una operazione avvenuta lo scorso maggio che aveva tratto in salvo 30 migranti. Tra i promotori del progetto vi sono diverse associazioni, tra cui ARCI e Ya Basta di Bologna, e tra i collaboratori compaiono le omologhe Sea Watch e Proactiva Open Arms. L’imbarcazione utilizzata, la Mare Jonio, ribattezzata anche “Mediterranea”, è lunga 37 metri e larga 9 e può trasportare fino a 100 persone. 

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 25 agosto 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 58.817, di cui 46.278 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 859, di cui 594 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. I Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 25 agosto 2019, sono giunti 27.514 migranti in Grecia, 18.176 in Spagna, 4.889 a Cipro, 4.800 in Italia e 2.082 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 29%.  

In particolare, per quanto concerne l’Italia, il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza del Viminale rende noto che dall’1 gennaio al 30 agosto 2019 sono sbarcati 5.085 migranti che, se paragonati alle cifre dello stesso periodo dell’anno precedente, rappresentano il 74% in meno. Coloro che sbarcano in Italia provengono principalmente dalla Tunisia, dal Pakistan, dalla Costa d’Avorio, dall’Algeria, dall’Iraq, dal Sudan, dal Bangladesh, dal Marocco, dall’Iran e dalla Guinea.   

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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