USA e Arabia Saudita: uniti per lo Yemen

Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 13:11 in Arabia Saudita USA e Canada

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Il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha incontrato, il 28 agosto, il vice-ministro della difesa dell’Arabia Saudita, il principe Khalid bin Salman bin Abdulaziz.

Le due parti hanno parlato della situazione in Yemen, e si sono detti concordi sull’importanza rivestita dal dialogo, in quanto rappresenta l’unica via per l’unità e la stabilità del Paese. L’incontro si inserisce nel quadro degli sforzi profusi da parte statunitense per promuovere un dialogo tra l’Arabia Saudita ed il gruppo di ribelli sciiti Houthi.

La portavoce del Dipartimento di Stato americano, Morgan Ortagus, ha dichiarato che Pompeo e l’interlocutore saudita hanno discusso di diverse questioni rilevanti sia a livello regionale sia bilaterale, tra cui i conflitti in Yemen, la sicurezza marittima e la libertà di navigazione nel Golfo, i diritti umani e la necessità di contrastare le operazioni “destabilizzanti” del regime iraniano.

Secondo quanto affermato da Ortagus, Pompeo ha rinnovato il sostegno degli Stati Uniti a una soluzione negoziata tra il governo yemenita e il Consiglio di transizione meridionale, e ha ringraziato Khalid bin Salman per gli sforzi profusi dall’Arabia Saudita nel mediare il conflitto nel Sud dello Yemen. Il segretario statunitense he definito l’incontro “produttivo” e ha dichiarato che la risoluzione delle conflittualità nel Sud dello Yemen riveste particolare importanza per l’unità e la crescita del Paese.

Dal canto suo, il ministero degli Esteri saudita, in un tweet, ha affermato che durante l’incontro, le due parti coinvolte hanno riesaminato le relazioni storiche tra i due Paesi “amici”, che si sono detti fianco a fianco nell’affrontare la minaccia iraniana. L’incontro di Bin Salman a Washington costituisce la sua prima visita ufficiale, dopo aver lasciato l’incarico di ambasciatore saudita negli Stati Uniti, nel mese di ottobre 2018.

Il meeting giunge a un giorno di distanza da un articolo del Wall Street Journal, in cui è stato rivelato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si sta preparando ad avviare colloqui diretti con i ribelli sciiti Houthi in Yemen, appoggiati dall’Iran, nel tentativo di porre fine al perdurante conflitto. Inoltre, secondo quanto dichiarato, Washington ha altresì invitato l’Arabia Saudita ad intraprendere colloqui con i leader Houthi, nel tentativo di mediare il cessate il fuoco.

Il quotidiano statunitense evidenzia che la mossa potrebbe aprire il primo importante canale tra l’amministrazione Trump e i ribelli sciiti, in un momento in cui crescono i timori di una più ampia guerra regionale. Tuttavia, il presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, appoggiato dalla coalizione a guida saudita, è visto come un ostacolo in tali eventuali colloqui e, a Washington, crescono le preoccupazioni che l’Arabia Saudita possa non essere seria nel porre fine al conflitto.

Circa le relazioni in campo militare tra USA ed Arabia Saudita, è del 18 luglio scorso la notizia dell’invio di centinaia di nuovi soldati nel Paese mediorientale, da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Precedentemente, il 18 giugno, l’allora segretario alla difesa americano, Patrick Shanahan, aveva reso noto che gli Stati Uniti avrebbero inviato 1.000 soldati in Medio Oriente. Il 25 luglio, Trump ha poi posto il veto su tre risoluzioni con cui il Congresso aveva bloccato la vendita di armi all’Arabia Saudita e ad altri Paesi alleati, col timore che potessero essere utilizzate contro i civili in Yemen.

L’Arabia Saudita, nell’ultimo periodo, è stata direttamente coinvolta nelle tensioni che hanno riguardato la regione del Golfo. In tale quadro, il Paese è alla guida di una coalizione che combatte contro le milizie di ribelli sciiti in Yemen. Tale alleanza, entrata in campo il 26 marzo 2015, è formata altresì da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar ed è sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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