Stati Uniti: il viaggio di Bolton nell’Est Europa e gli avvertimenti su Cina e Russia

Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 19:36 in Europa Russia USA e Canada

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Il consigliere per la sicurezza degli Stati Uniti, John Bolton, si è recato, giovedì 29 agosto, a Minsk, in Bielorussia, per incontrare il presidente, Alexander Lukashenko. 

Al termine dell’incontro, il presidente bielorusso ha dichiarato di aver intenzione di “ristabilire i legami con gli Stati Uniti”. In particolare, secondo quanto riportato da Reuters, Lukashenko ha dichiarato che “dopo il peggioramento delle relazioni con gli Stati Uniti, la Bielorussia ha proposto di chiudere questo brutto capitolo e voltare pagina”. 

Poche ore prima dell’incontro, Bolton, in visita in Moldavia, aveva annunciato di avere intenzione di “avvisare Lukashenko della minaccia in materia di sicurezza che la Russia rappresenta per la Bielorussia”, soprattutto in riferimento alla sua “sovranità e integrità territoriale” alla luce di quanto “rivelato da Mosca”. 

Prima di rilasciare tali dichiarazioni, Bolton aveva incontrato la premier moldava, Maia Sandu, in carica dallo scorso giugno, la quale aveva dichiarato di aver intenzione di “liberare la Moldavia dal sistema oligarchico che la caratterizza dal 1991, anno della sua indipendenza da Mosca”. Da parte sua, Bolton aveva incoraggiato tale scelta, dichiarando che “la campagna anti-corruzione è di estrema importanza per i potenziali investitori americani” nel Paese. 

Prima di recarsi in Moldavia e in Bielorussia, Bolton aveva visitato l’Ucraina, dove aveva incontrato il presidente, Volodymyr Zelenskiy. Durante l’incontro, il consigliere della Casa Bianca, chreputa l’Ucraina un alleato chiave nel clima di tensione con la Russia, aveva spiegato a Zelenskiy la posizione degli Stati Uniti nei confronti della Cina, la quale ha di recente avanzato una proposta per l’acquisto di un colosso ucraino dell’industria aerospaziale. A tale riguardo, Bolton ha rivelato di “aver indicato a Zelensky le preoccupazioni americane in merito alle scorrette pratiche in ambito commerciale adottate dalla Cina e in merito alle minacce alla sicurezza nazionale rilevate negli Stati Uniti”. 

Per oltre 20 anni, la Bielorussia è stata sottoposta a pressioni politiche ed economiche dall’Occidente causate principalmente dai suoi legami con la Russia. Secondo un sondaggio citato da Lukashenko nel marzo 2019, tuttavia, il 98% dei cittadini della Bielorussia è contrario all’inclusione della Bielorussia nella Federazione russa. 

Da parte sua, la Russia ritiene che la Bielorussia sia parte della sua sfera di influenza e percepisce l’ex repubblica sovietica quale Stato-cuscinetto tra il suo confine occidentale e l’Europa, di strategica importanza dato il peggioramento delle relazioni tra la Russia e l’Occidente, soprattutto con i Paesi membri della NATO. 

Secondo quanto emerso da un documento redatto dai servizi segreti dell’Estonia, pubblicato a marzo 2019, Minsk potrebbe essere causa di un conflitto tra la NATO e la Russia, dato che quest’ultima sarebbe pronta ad intervenire militarmente “per evitare che la Bielorussia diventi un Paese democratico e filo-occidentale” qualora dovesse verificarsi qualcosa di inaspettato al presidente Lukashenko”. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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