Siria: una nuova tragedia ad opera del regime

Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 9:51 in Medio Oriente Siria

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L’area rurale di Idlib, situata nel Nord-Ovest della Siria, il 28 agosto, è stata interessata da un nuovo massacro, ad opera delle forze del regime siriano. Sono almeno 14 i morti, tra cui 6 bambini e 2 donne, come affermato da un ramo della difesa civile siriana, affiliata dei ribelli.

A ciò si aggiungono i 34 feriti, di cui 6 bambini e 10 donne. L’area colpita è stata soprattutto Maarat Al-Numan, nella periferia di Idlib, dove sono stati lanciati 12 missili in un colpo solo, contro l’area residenziale. Inoltre, le Nazioni Unite hanno confermato che molte città e villaggi della zona sono stati rasi al suolo, a causa del continuo bombardamento. Si tratta, anche a detta di fonti Onu, di una campagna militare condotta contro le aree occupate dalle forze di opposizione nella Siria Nord-occidentale.

Inoltre, sempre nell’area rurale di Idlib, un ulteriore attacco aereo, ad opera delle forze russe, ha causato la morte di 3 persone, tra cui un bambino, ed altri feriti. Le aree interessate, a detta della difesa civile siriana, comprendono i villaggi di Ma’saran, Al-Tamanah e Saraqib. Anche un’agenzia di stampa tedesca ha confermato l’accaduto, precisando che le forze del regime si stavano preparando a un’operazione militare verso la città di Maaret al-Numan, con l’obiettivo di completare il controllo della strada tra Hama e Aleppo.

Uno degli scontri più violenti degli ultimi giorni si è verificato il 25 agosto, a Khan Shaykhun, situata nel Sud di Idlib, tra le forze del regime siriano e quelle dei ribelli. Il bilancio delle vittime, per entrambe le fazioni, è stato di almeno 60 morti, tra cui civili. Dal 21 agosto, l’esercito del regime siriano, sostenuto da aerei da guerra e milizie russe, ha preso il controllo di tale città e ha invaso l’area rurale a Sud. Inoltre, l’esercito del presidente siriano, Bashar Al-Assad, il 23 agosto, ha preso il controllo della città di Kafr Zita e delle colline ad Est della postazione di controllo turca, nel governatorato di Hama. Ankara ha, però, negato tale ultima notizia, affermando che le proprie forze mantengono ancora il controllo delle postazioni di osservazione, situate nel raggio di azione dell’esercito di Assad.

Il portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, ha espresso lo stato di preoccupazione dell’Onu per gli ultimi attacchi aerei nella Siria Nord-occidentale. In particolare, come sottolineato dal portavoce, immagini satellitari mostrano che città e villaggi sono stati rasi al suolo in seguito ai continui attacchi aerei a Idlib, ad Ovest di Aleppo e nel Nord di Hama. Da mesi, vengono lanciati barili esplosivi anche a danno di ospedali, scuole e infrastrutture civili, e ciò ha portato alla sospensione delle operazioni di soccorso umanitario.

Dujarric ha poi confermato che, dall’operazione militare intrapresa a fine aprile 2019, dalle forze del regime siriano con il sostegno russo, oltre 550 civili sono stati uccisi. Inoltre, più di 400.000 persone sono state sfollate dalle aree colpite dall’escalation militare, sebbene un gran numero di persone vivesse fuori dai campi. Il funzionario Onu ha anche sottolineato che 3 milioni di persone hanno subito le conseguenze dell’attuale campagna militare del regime siriano, tre quarti di loro sono donne e bambini.

È del 27 agosto l’incontro, tenutosi a Mosca, tra il presidente turco, Racep Tayyip Erdogan, ed il suo omologo russo, Vladimir Putin, in cui entrambe le parti si sono dette preoccupate di fronte allo scenario di violenza di Idlib e hanno sottolineato la necessità di preservare l’integrità della Siria, oltre alla propria sovranità e indipendenza.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio campo di azione nella periferia meridionale di Idlib.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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